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Notarbartolo chiede risposte sui progetti 'Smart Cities': "La città è precipitata"

"La città di Catania - scrive il consigliere del PD -è precipitata dal 47esimo posto del 2014 al 63esimo posto del 2016 nel rapporto Italia Smart 2016"

“Sessanta milioni di euro già spesi ma con risultati impalpabili e il rischio che altri 90 milioni non apportino alcune reale innovazione e utilità alla città di Catania”. Lo scrive il consigliere comunale del Partito Democratico Niccolò Notarbartolo in una interpellanza rivolta all'amministrazione cittadina. Il riferimento è ai 60 milioni dei progetti Smart Cities finanziati dal Ministero dell'Università e Ricerca assegnati a Catania e alle risorse previste, all’interno del PON Metro, per Catania come area metropolitana, che ammontano a 90 milioni.

“Durante la precedente amministrazione, il comune ha consentito il finanziamento dal Miur di tre progetti Smart Cities. I progetti riguardavano interventi di mobilità, decoro urbano, servizi sociali e in generale si proponevano di sviluppare una piattaforma Cloud open source nazionale per i sistemi informativi delle Pubbliche amministrazioni locali. Si sarebbe dovuta realizzare anche una piattaforma multimediale dedicata allo sviluppo turistico ed un museo multimediale sul patrimonio culturale di Catania e, attraverso un partenariato tra comune, aziende private e Università, si proponeva di creare soluzioni innovative per l’efficientamento energetico del patrimonio immobiliare della pubblica amministrazione”.

“Questi finanziamenti hanno generato grandi aspettative, per questo credo sia opportuno comprendere quali siano i risultati tangibili che arricchiranno o miglioreranno la città” sottolinea il consigliere PD, elencando alcuni dei progetti realizzati tramite i fondi Smart Cities: piattaforme multimediali per mostrare la città del sottosuolo, l’illuminazione delle Terme Achilliane, il Living Lab in via Manzoni, la piattaforma informatica “Città Policentrica” per mettere in rete i Servizi sociali comunali tra loro e con gli utenti.

“La città di Catania è precipitata dal 47esimo posto del 2014 al 63esimo posto del 2016 nel rapporto Italia Smart 2016 sulla capacità delle città di dotarsi di infrastrutture intelligenti ed offrire servizi digitali di qualità ai cittadini. E oggi, pur essendo stata conclusa la fase di sperimentazione, non risultano evidenze dei risultati ottenuti e dei benefici apportati dall’adozione delle soluzioni finanziate dal Miur. Chiediamo di sapere- conclude Notarbartolo- se è stato predisposto un Piano strategico della città Metropolitana, se è stato definito un organigramma per la gestione del programma, condizione indispensabile per poter usare i fondi, se è stato definito un cronoprogramma di attuazione delle azioni nel periodo 2016-2023 e i criteri di assegnazione dei fondi stessi”.

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