La polizia di Stato partecipa alla notte europea dei ricercatori

Evento possibile grazie anche al contributo del Dipartimento di Scienze Chimiche dell’Università di Catania

La polizia di Stato ha partecipato alla notte europea dei ricercatori, grazie anche al contributo del Dipartimento di Scienze Chimiche dell’Università di Catania, coordinato nell’occasione dal professore Giuffrida Alessandro, con cui è stata già da tempo avviata una collaborazione in campo scientifico. Si parte con il “nocciolo duro” della manifestazione, ossia lo stand della polizia scientifica, che si è presentata con il nuovissimo “Full Back”: un mezzo attrezzato per l’attività di sopralluogo, anche in luoghi impervi e in situazioni disagiate (è un pick-up 4X4), dotato di tutte le attrezzature e quant’altro occorra per la repertazione e l’assicurazione delle fonti di prova che andranno ad assumere una parte importantissima nel dibattimento penale.

Inoltre, il mezzo specialistico è dotato di un potente collegamento in 4G per la compilazione in tempo reale dei fascicoli di sopralluogo che, utilizzando l’innovativo software “Nemesi” sono immediatamente resi disponibili on cloud per la consultazione, l’archiviazione o la eventuale riproduzione. E dall’attività tecnica, altamente specializzata, svolta sul luogo del crimine, si passa alle altre strumentazioni che, parimenti, vengono utilizzate per scoprire tracce papillari e impronte digitali: stiamo parlando della “mini Camera di Fumigazione”. Un apparato che, seppur in miniatura, riprende in tutto le funzionalità della strumentazione che viene utilizzata nei laboratori della polizia scientifica per ricostruire quelle importanti tracce che, unite ad altri strumenti quali l’Afis, permettono di risalire agli autori dei crimini, oppure all’identità di persone sconosciute.

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Anche l’FT-IR (acronimo di Fourier Transform Infrared Spectroscopy), una delicata e complessa apparecchiatura che, nelle mani degli specialisti della “Scientifica” permette di identificare materiali organici e, in alcuni casi, inorganici, è stata presente allo stand e ha fatto sfoggio anche il Visa-Scan, l’apparecchiatura utilizzata per il fotosegnalamento. In tutto ciò, non poteva mancare una ricostruzione della scena del crimine, presso la quale i poliziotti della “Scientifica” non hanno mancato di illustrare le moderne tecniche investigative scientifiche, comprese le precauzioni che si devono comunque adottare per evitare di inquinare il campo con elementi estranei all’oggetto di ricerca. Non potevano mancare gli specialisti degli artificieri, che sono chiamati alla delicata attività di ricerca e disinnesco di sempre più sofisticati ordigni o di esplodenti “fatti in casa”, ma non per questo meno pericolosi. Anche loro si sono presentati allo stand con nuove attrezzature d’indagine (un proiettore a raggi X che, in tutta sicurezza, permette d’indagare il contenuto di involucri la cui apertura possa essere ritenuta pericolosa) e con il “robot” per le attività di disinnesco o di brillamento a distanza. Presenti anche i conduttori della squadra cinofili della questura, che hanno simulato alcune dimostrazioni dell’attività di ricerca di armi ed di esplosivi attraverso il fiuto di Chris e Yocco, due splendidi labrador dall’infallibile fiuto.

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