Nubifragio nella provincia etnea, Cisl: "Necessario lo stato d'emergenza"

"L’alluvione ha messo in ginocchio il calatino, bene ha fatto il presidente Musumeci a fare già una prima destinazione di 6 milioni di euro. Ora, occorre insistere con il governo nazionale" afferma il sindacato

La Regione insista con governo nazionale per ottenere lo stato d’emergenza per le zone colpite dall’alluvione. Ma, nel frattempo, i Comuni siano messi nelle condizioni di approntare progetti adeguati per impiegare i finanziamenti contro il dissesto idrogeologico: nella recente riprogrammazione regionale, a Catania solo sei i progetti esecutivi su 20 rifinanziati. L’appello è di Maurizio Attanasio, segretario generale della Cisl etnea, assieme a Paolo D’Anca, segretario generale Filca Cisl Sicilia, e Pietro Di Paola, segretario generale Fai Cisl Catania. Domani, mercoledì 24 ottobre, alle 15, una delegazione della Cisl catanese e della Filca siciliana incontreranno il sindaco di Scordia, Francesco Barchitta.

"Per portare non solo la nostra solidarietà – spiega Attanasio – ma anche vedere che cosa il sindacato può fare di concreto, anche assieme alle istituzioni, per le popolazioni del comprensorio e per rivendicare interventi non solo a livello regionale e nazionale ma anche europeo». "L’alluvione e il maltempo ha messo in ginocchio il Calatino e distrutto colture di stagione – affermano Attanasio, D’Anca e Di Paola – e bene ha fatto il presidente Musumeci a fare già una prima destinazione di sei milioni di euro per i comuni interessati. Ora, occorre insistere con l’esecutivo nazionale per ottenere lo stato d’emergenza: non ci sono stati danni alle persone ma c’è un territorio la cui economia è stata messa in ginocchio e che va aiutato. L’agricoltura e il suo indotto, per la Sicilia, nel biennio 2015/2017 è stato un settore che ha contribuito come valore aggiunto per il 2 per cento alla sia pur contenuta crescita".

Per Cisl e Fai di Catania e Filca siciliana, però, c’è un’altra questione che va affrontata e risolta: la progettualità comunale per spendere i finanziamenti contro il dissesto idrogeologico. "Nello scorso mese di giugno – ricorda Attanasio – la Cisl aveva già messo in guardia del rischio di perdere i fondi della riprogrammazione regionale. Per l’area metropolitana catanese, ci sono 35 milioni di euro da spendere, ma di progetti esecutivi sui 20 rifinanziati ce ne sono solo sei". In particolare, contro il rischio alluvioni, ci sono oltre 16 milioni da spendere, per di più nella zona pedemontana etnea, da Aci Castello fino a Maniace, per irreggimentare acque piovane, messa in sicurezza da esondazioni, bonifica di torrenti. Ma su 10 progetti rifinanziati solo tre sono esecutivi, 5 allo stato preliminare e due definitivi. Il più cospicuo è di 5,2 milioni ad Acireale, per la sistemazione idraulica tra S.Giovanni e Aci Platani, ma è allo stato preliminare.

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"A presto – concludono Attanasio, D’Anca e Di Paola – incontreremo il presidente Musumeci e l’assessore Falcone, per chiedere quali interventi si possono fare per aiutare le amministrazioni comunali o la città metropolitana di Catania a mettersi nelle condizioni di poter progettare e così impegnare le risorse che la giunta regionale, con fatica, ha recuperato e messo a disposizione della lotta contro il dissesto idrogeologico siciliano".

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