Nuova Cesame, prima linea di produzione completata entro l’estate del 2019

Tempo di bilanci per gli ex dipendenti oggi nuovi proprietari. Entro il 2020 dovranno essere chiusi il 100 per cento degli investimenti

Entro l’estate del 2019 la prima linea di produzione della Nuova Cesame sarà completata, mentre entro il 2020 dovranno essere invece chiusi il 100 % degli investimenti. La notizia arriva a quasi tre anni dall’apertura del cantiere nella Zona industriale di Catania, quando in un clima di festa e di ufficialità istituzionale, con l’allora presidente della Regione, Rosario Crocetta, i lavoratori e le sigle sindacali sostennero passo dopo passo la complessa operazione. A segnalarlo in una nota, sono il segretario generale della Filctem Sicilia, Giuseppe D’Aquila, il segretario generale della Camera del lavoro di Catania, Giacomo Rota e il segretario generale della Filctem Cgil di Catania, Jerry Magno.

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“I lavori eseguiti riguardano sia le opere edili di riqualificazione dei capannoni che l’acquisto e la messa in esercizio di impianti di ultima generazione. È dunque arrivato il tempo dei bilanci per gli 80 ex lavoratori che hanno segnato un capitolo importante nel comparto industriale siciliano, e oggi si ritrovano proprietari della storica azienda. Non senza avere superato difficoltà e imprevisti. L’appalto affidato alla CII, un’azienda di Civita Castellana, avrebbe dovuto assicurare la consegna dell’immobile, chiavi in mano, in circa due anni. Ma i tempi si sono allungati sia per difficoltà dell’appaltatore e dunque non legate alla nuova Cesame, che ha invece subito un ritardo complessivo di 18 mesi sulla tabella di marcia, al quale ha contribuito anche il cambio di guardia al Governo regionale, sia per i ritardi burocratici regionali per l’erogazione dei SAL. In sintesi, al marzo 2019 gli investimenti avevano raggiunto il 75% del totale e non l’80, come da piano prestabilito. Un ritardo che ha indotto i soci della Cooperativa, in veste di stazione appaltante, all’apertura di un contenzioso in veste di parte lesa, visto che per ottenere i fondi istituzionali sono necessari proprio i SAL, gli Stati di Avanzamento Lavori. Ma nonostante i vari imprevisti e un accumulo di debiti per 57 mila euro a testa a carico degli ex lavoratori, non è andato sprecato alcun mese prezioso. Civita Castellana nell’alto Lazio è un centro dove la ceramica è volano economico, e i soci Cesame hanno investito risorse ed energie per creare anche rapporti con le imprese del territorio; i soci hanno comunque ottenuto una proroga dalla Regione Siciliana per completare l’investimento. Quest’ultimo ha comportato per gli ex dipendenti della Cesame, l’utilizzo del TFR e parte degli ammortizzatori sociali, coprendo una quota del 25% del plafond necessario, mentre i 5 milioni di euro a fondo perduto da parte della Regione Siciliana hanno coperto il 50% e il restante 25% è stato assicurato da IRFIS e Unicredit, in forma di prestito partecipativo. I soci hanno persino prestato e prestano ancora, la propria manodopera nel cantiere e avviato partnership commerciali internazionali. Tutti gli 80 soci lavoratori della cooperativa si sono personalmente obbligati con tutte le proprie risorse al fine di consentire la realizzazione e la conclusione del progetto assumendo diretti impegni economici con le banche, dimostrando che può esistere l’auto imprenditorialità di alto profilo. Non è mai esistito infine, alcun contenzioso con i lavoratori dell’impresa ritardataria. Il Sindacato rimane a fianco di chi ha creduto di dovere riappropriarsi del proprio destino lavorativo. Lo è stato nei momenti più difficili, e lo rimarrà anche in questa ultima fase di realizzazione per la fase 2 della Cesame. Il risultato sarà di certo motivo d’orgoglio per chi ha lavorato, per chi ci ha creduto e per il territorio stesso”.

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