Nuova ordinanza anti-bivacco, Sunia: "Repressiva, non serve"

Il Sunia di Catania giudica “repressiva” e nei fatti “poco efficace” l'ordinanza del Sindaco di Catania del 28 Dicembre 2018 sull’ anti bivacco

Il Sunia di Catania giudica “repressiva” e nei fatti “poco efficace” l'ordinanza del Sindaco di Catania del 28 Dicembre 2018 sull’ anti bivacco. Per la segretaria del Sunia di Catania, Giusi Milazzo, “già dalla prima lettura si resta senza parole poiché si reitera quanto già disposto nel criticatissimo documento del luglio scorso e si prende atto che il numero dei tanti che dormono per strada è solo lievemente diminuito. Ciò prova l'inutilità e l'inefficacia dell’ ordinanza stessa”.

Continua la Milazzo: “Ci appare poi molto grave il fatto che nel testo dell'ordinanza si faccia riferimento alle risultanze della riunione del Comitato provinciale per l'ordine e la sicurezza da cui è emersa, recita l'ordinanza, “la necessità di un coordinamento delle attività da porre in essere per la gestione di tutte le problematiche inerenti il centro storico”. Il Sunia si chiede se sono davvero i poveri e i “senza casa” costretti a dormire per strada che costituiscono una delle più gravi problematiche del centro storico.

“Giriamo questa domanda al sindaco Pogliese ed alla sua giunta- aggiunge la segretaria del sindacato- Sono i loro corpi e i loro poveri fagotti che creano degrado ? E cosa ha approntato il comune per affrontare il disagio dei senza casa a Catania? Molte delle persone che dormono per strada sono state sfrattate perchè non più i grado di pagare i canoni d'affitto, altri attendono una casa popolare da anni, altri ancora cercano soluzioni che siano sostenibili per i loro redditi bassissimi. Alcuni, infine, hanno bisogno di un ricovero momentaneo che consenta loro di trascorrere in luoghi coperti e sicuri le notti invernal"i.

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"Il sindacato degli inquilini sostiene che una comunità per chiamarsi tale, debba essere solidale e accogliente. Il Sunia chiede che una città come Catania, nonostante il dissesto, debba tra le priorità mettere al centro i problemi dei tanti - i numeri purtroppo crescono- che continuano a non avere un luogo dignitoso in cui vivere. Noi riteniamo per questo che l'approccio al problema dei senza dimora espresso dall'ordinanza offenda tutta la comunità, per questo ne chiediamo l'immediato ritiro”.

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