Domenica, 17 Ottobre 2021
Cronaca

Nuove frontiere dell’edilizia al Saem, il Salone dell'edilizia

Condizioni di salubrità, partendo dall’utilizzo dei giusti materiali e delle tecniche più innovative: queste le tematiche affrontate in occasione della quarta edizione del Premio nazionale edilizia biocompatibile, promosso dalla Piattaforma biocompatibile.org

Mal di testa, stanchezza, malessere, vertigini e difficoltà di concentrazione: tutti sintomi che compaiono spesso nel luogo di lavoro, causati dalla cosiddetta “sindrome da edificio malato”, un fenomeno che si può prevenire e contrastare seguendo le nuove frontiere dell’edilizia biocompatibile e della bioecologicità del processo produttivo. Dati alla mano, si trascorre in media l’80% del tempo all’interno dell’ambiente professionale, dunque è fondamentale garantire condizioni di salubrità, partendo dall’utilizzo dei giusti materiali e delle tecniche più innovative: queste le tematiche affrontate in occasione della quarta edizione del Premio nazionale edilizia biocompatibile, promosso dalla Piattaforma biocompatibile.org, consegnato da Francesco Ferrara dell’Osservatorio della Fondazione Italiana Bioarchitettura e ospitato al Saem 2013 nella giornata conclusiva di ieri 27 ottobre. 

Un riconoscimento che per il quarto anno consecutivo viene accolto dal Salone dell’edilizia del Mediterraneo, a conferma della crescente attenzione alle tematiche “eco” a tutela dell’ambiente e della qualità di vita. Nell’intento di promuovere la ricerca e la produzione di soluzioni e tecnologie edili biocompatibili, sono state premiate le due realtà del settore Aspia e Treed Group, la prima “per la produzione di masselli fotocatalitici a base di cemento bianco che garantiscono la bioecologicità del processo produttivo oltre a contribuire alla produzione di tecnologie antismog”; la seconda “per la progettazione e produzione di un infisso in legno atossico oltre che antiacustico ed atermico”, come si legge nelle motivazioni.

Alla premiazione consegna ha preso parte anche il direttore di Eurofiere Alessandro Lanzafame, alla presenza di rappresentanti istituzionali e di categoria, tra i quali l’assessore comunale all’Urbanistica Salvo Di Salvo.

Alla ventunesima edizione di Saem non sono mancati gli spunti e gli approfondimenti rivoli alle nuove generazioni: restando in tema di bioarchitettura, infatti, l’Inbar sezione Catania, presieduto da Dario Antignano, ha divulgato il progetto di coinvolgimento degli Istituti superiori di Catania per portare la bioarchitettura nelle aule e sensibilizzare gli studenti sulle tematiche della sostenibilità nel campo delle costruzioni e della vivibilità degli edifici. Un’iniziativa già stata avviata in città e che presto coinvolgerà anche le scuole della provincia etnea.

"Non finirò mai di ringraziare chi ogni anno crede nel nostro Salone, portando prestigio, alto profilo professionale, confronto e innovazione – ha commentato Lanzafame, in conclusione di Saem – anche in questa edizione abbiamo fatto un viaggio attraverso le tappe più importanti dell’edilizia, cogliendo ogni sfumatura di un mondo in continuo cambiamento che soffre il momento di stallo economico ma è pronto a risollevarsi. Un ringraziamento agli Ordini professionali, alle Associazioni di categoria e, in particolare, agli espositori senza i quali non sarebbe stato possibile realizzare tutto questo".

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