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Martedì, 24 Maggio 2022
Cronaca

Come cambiano i colori delle regioni, a febbraio multe per chi non si vaccina

A breve scattano le sanzioni per chi non fa nemmeno la prima dose e cambiano anche le fasce di rischio nei territori, superate dai fatti. Gli scenari più probabili e le criticità evidenti in una strategia ancora "a colori"

I nuovi casi negli ultimi sette giorni sono stati un milione e 197 mila rispetto al milione e 243 mila della settimana precedente. Una flessione pari al 3,7%. Il picco Omicron sembra davvero alle spalle. Buone notizie anche dal fronte delle cure. Dopo la bocciatura di alcuni monoclonali da parte dell'Fda americana, ieri è invece arrivato il via libera dell'europea Ema al Paxlovid, la pillola antivirale della Pfizer, efficace per il trattamento degli adulti a rischio di sviluppare forme gravi di malattia.

Non siamo fuori dall'emergenza, i casi su base quotidiano sono ancora tantissimi e secondo chi lavora sul campo "Omicron è associata a una malattia più lieve soltanto in coloro che hanno fatto tre dosi di vaccino e non hanno comorbidità", scrive su Twitter il direttore di Malattie Infettive al San Matteo di Pavia, Raffaele Bruno. A breve scattano le multe per chi non si vaccina a breve cambiano - finalmente - i colori delle regioni. Sulla nuova zona rossa qualcosa però non torna.

Le multe per chi non si vaccina

Intanto 1,8 milioni di italiani da martedì 1 febbraio 2022 rischiano di vedersi recapitare dall’Agenzia delle entrate la multa una tantum di 100 euro prevista dal governo per chi non rispetterà l’obbligo vaccinale over 50. Lo prevede il decreto entrato in vigore, l’8 gennaio, con la pubblicazione sulla Gazzetta ufficiale. Si esplicitava che le sanzioni sarebbero partite proprio dopo l'1 febbraio, ultimo giorno utile per vaccinarsi per i lavoratori over 50. Dal 15 febbraio, infatti (quattordici giorni dopo l'ultima finestra per fare almeno la prima dose) scatteranno le ulteriori sanzioni (da 600 a 1.500 euro) per chi proverà a recarsi sul posto di lavoro senza Green Pass rafforzato, che diventa valido 15 giorni dopo l’inizio del ciclo vaccinale.

Addio zona gialla e zona arancione

Il governo eliminerà la zona gialla e quella arancione a inizio febbraio con un decreto ad hoc. Resterà solo la zona rossa che scatterà quando si supereranno i 150 casi settimanali ogni 100mila abitanti, il tasso di occupazione in area medica andrà oltre il 40% e quello in terapia intensiva oltre il 30%.

I parametri dei colori delle regioni stanno per essere rivoluzionati: cambierà radicalmente il quadro, a partire dal riconteggio delle percentuali di malati Covid nei letti degli ospedali, ma va ribadito che oggi come già oggi tra zona bianca, gialla e arancione non cambia quasi nulla. La tabella con le attività consentite con e senza Green Pass in zona bianca, gialla e arancione è disponibile a questo indirizzo

La cancellazione di giallo e arancione è una presa d'atto della realtà, poco di più. 

La zona rossa diventerebbe molto lontana, se arriverà l'ok al parziale riconteggio dei ricoveri con i nuovi parametri: ed è l'unica zona con restrizioni vere per tutti. Il sistema delle zone e dei colori potrebbe essere al capolinea, superato ormai dagli eventi. E' solo la zona rossa quella in cui sono ancora eventualmente vigenti le regole dell'inverno 2020-2021. Scattavano in quel caso le chiusure, con coprifuoco e limitazioni agli spostamenti per tutti. Bar, ristoranti, negozi, palestre, cinema, teatri e musei chiusi per tutti, anche se si è vaccinati. In zona rossa non si può in teoria uscire dal Comune di residenza se non per motivi di lavoro, necessità o urgenza. Ristoranti e bar sono chiusi, consentito soltanto l’asporto e la consegna a domicilio. Restano chiusi tutti i negozi ad esclusione di quelli con codice Ateco consentito, in particolare alimentari, supermercati, farmacie, edicole, tabaccherie e abbigliamento per bambini. In tutti i casi i trasporti sono sempre aperti e accessibili, ma con Green Pass.

Difficile pensare che nel 2022 siano accettabili o comprensibili chiusure totali di questo tipo in Italia. La zona rossa andrebbe rimodulata in qualche modo. Ma come? Lo scopriremo presto.

La nuova zona rossa

La zona rossa sembra davvero lontana come scenario ora come ora, per qualsiasi territorio. I più vicini, ma ben lontani dalle soglie, sono Valle d'Aosta e Friuli-Venezia Giulia. Per la zona rossa le soglie sono incidenza sempre superiore ai 150 casi ogni centomila abitanti, 40 per cento di posti letto occupati da malati Covid nei reparti ordinari e 30 per cento nelle terapie intensive. La differenza la faranno le eventuali modifiche alle misure previste per la zona rossa. 

Il sottosegretario alla salute Andrea Costa intervenuto a "Effetto Giorno" su Radio 24 ha parlato nuovamente del cambio delle regole Covid ribadendo l’intenzione di superare il sistema a colori. "C’è la volontà di superare il sistema a colori, potrebbe restare la sola zona rossa come livello di attenzione per gli ospedali ma senza le restrizioni, che oggi sono previste, per tutti i vaccinati o guariti". Ma che senso ha una zona rossa senza divieti? Non è dato saperlo.

Costa dice che la zona rossa rimarrà quasi come monito in pratica, ma di fatto per i vaccinati sarà uguale alla bianca. Difficile capire il senso. Un avvitamente normativo. Potrebbe magari rimanere come strumento di carattere prettamente locale, in caso di focolai sul singolo territorio comunale. Un ritorno al passato dunque, agli albori della pandemia, quando le prime zone rosse locali in Lombardia segnarono l'inizio dell'emergenza. Ma siamo fermi alle ipotesi e alle dichiarazioni in radio e tv di sottosegretari. Nessuno si espone.

In zona bianca per ora fino al 31 gennaio sono previste le mascherine all'aperto, ma il governo. contestualmente a un eventuale decreto che allungherà presumibilmente l'obbligo, dovrebbe modificare anche le regole della zona rossa (non i parametri per farvi ingresso).
Fonte Today.it
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