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Mercoledì, 18 Maggio 2022
Cronaca

Nuovo Dpcm: ecco i negozi e le attività dove si può entrare senza Green Pass dal 1° febbraio 2022

Si lima l'elenco del decreto, in arrivo la firma di Draghi: senza certificato verde, base o rafforzato, si potrà fare poco. Il "lockdown" dei non vaccinati è più duro del previsto

Una ulteriore stretta per chi ha deciso di non fare nemmeno la prima dose del vaccino passerà, nelle prossime ore, da un nuovo Dpcm: il provvedimento conterrà l'elenco di attività in cui dal prossimo mese (1° febbraio 2022, un martedì) si potrà entrare senza certificato verde, base o rafforzato, perché considerate essenziali. Il tema non è banale. Quali sono le arrività, dunque i negozi necessari per assicurare il soddisfacimento di esigenze essenziali e primarie? Il terreno rischia di essere scivoloso, e non a caso il governo ci sta mettendo più del previsto a trovare la quadra.

Una lista è stata preparata dal ministero della Pubblica amministrazione, poi sono intervenuti nei giorni scorsi gli altri dicasteri. Oggi dovrebbe esserci un nuovo tavolo tecnico a Palazzo Chigi. Le attività certe in cui si entrerà senza tampone sono i supermercati, gli alimentari, le farmacie, gli ospedali, i negozi di per bambini, i commissariati di polizia, i tribunali per le testimonianze. E poi? I dubbi non mancano. La lista, a quel che si apprende, è molto più stringata di quanto ci si potesse immaginare. 

Nuovo Dpcm: dove si potrà entrare senza certificato verde dal 1° febbraio

Procediamo con ordine. Dal 1° febbraio 2022 il certificato di base sarà necessario anche in uffici pubblici, servizi postali, banche e negozi non essenziali. Dal 20 gennaio invece - questo è già stabilito dall’ultimo decreto in vigore - barbieri, parrucchieri ed estetisti dovranno già chiedere il Green Pass, da tampone o da vaccino. Il nuovo Dpcm  non è un fulmine a ciel sereno: lo prevede espressamente il decreto Covid varato dal governo il 5 gennaio con nuove misure per contrastare la pandemia (lo stesso che ha introdotto l’obbligo vaccinale per gli over 50). Quel decreto ha messo qualche punto fermo, ma non basta: stabilisce senza ombra di dubbio che fino al 31 marzo è consentito esclusivamente ai soggetti in possesso di certificazione verde Covid-19 (tampone antigenico rapido o molecolare con risultato negativo) l'accesso ai "servizi alla persona" (dal 20 gennaio) e "ai pubblici uffici, servizi postali, bancari e finanziari, attività commerciali" (dal 1° febbraio) con l’esclusione di "quelli necessari per assicurare il soddisfacimento di esigenze essenziali e primarie della persona". Di qui la necessità di un nuovo Dpcm.

Si tratta ancora sulla lista degli esercizi e delle attività commerciali, ma la certezza è che sarà una lista molto corta. Ci sono, come detto, gli alimentari ma non i tabaccai, le edicole ma non le boutique di abbigliamento, le farmacie ma non le librerie né i negozi per bambini. L’elenco delle “attività essenziali" è, tanto per intenderci, molto più corto di quello che in zona rossa consentiva a numerosi esercizi di rimanere aperti. La lista, o almeno una bozza, è stata definita in tutti i dettagli nelle scorse ore dai ministeri della Pubblica amministrazione, dello Sviluppo economico, della Salute e della Giustizia. Entro stasera all'elenco sarà messo un punto definitivo. E poi diventerà un Dpcm con la firma del presidente del Consiglio Mario Draghi.

La lista dei negozi /attività in cui non servirà il Green Pass

In sintesi, tra 14 giorni il Green Pass servirà in tutti i negozi ad eccezione di alimentari, supermercati, ipermercati, pescherie, macellerie, panetterie e negozi che vendono surgelati. Senza certificato verde si potrà anche fare la spesa al mercato rionale. Per quanto riguarda i vestiti resteranno "esenti" dall’obbligo di tampone o vaccino anche gli acquisti dagli ambulanti. Sarà richiesto il pass verde nei negozi di abbigliamento, di intimo e in quelli per bambini, giocattoli compresi.

Niente Green Pass per entrare in farmacie, negozi di ottica e parafarmacie medicinali o che vendono prodotti per la cura della persona (creme, deodoranti, spazzolini, assorbenti, prodotti per la prima infanzia), così come per benzinai, negozi che vendono pellet per le stufe e negozi che vendono alimenti o altri articoli per animali. Le edicole potranno vendere a chi non ha il pass ma solo se sono chioschi all’aperto; ci vorrà invece il Green Pass nei negozi che al loro interno vendono riviste, nelle cartolerie e nelle librerie.

Rebus tabaccai: dovrebbe servire il Green Pass, così come per i rivenditori di sigarette che si trovano all’interno dei bar dove già serve il Green Pass da tampone. Chi fuma si dovrà accontentare dei distributori automatici e dei corner dedicati all'interno dei supermercati (non molti a dire il vero)? Staremo a vedere, pare proprio di sì.

Non serve - ovviamente - il Green Pass per chi ha urgenza di recarsi al pronto soccorso, per chi deve sottoporsi a una visita in ospedale o ad analisi cliniche in un laboratorio. Ingresso "libero" se si deve sporgere una denuncia in un commissariato o in una caserma o chi è imputato o testimone in un processo civile o penale e per questo deve entrare in tribunale. 

Se un negozio è fuori dalla lista che sarà licenziata nel Dpcm, vorrà dire che serve un Green Pass, da tampone negativo valido per 72 ore se il test è molecolare e per 48 ore se antigenico. Oppure un Green Pass da guarigione o da vaccino. Tra l'altro dal primo febbraio durerà per soli sei mesi con effetto retroattivo (scadrà insomma anche a chi ha superato l’infezione o ha ricevuto la somministrazione da più di 180 giorni). Da febbraioi, questo è già stato stabilito nel decreto precedente a quello di oggi/domani, il pass sarà richiesto anche negli uffici pubblici, alle poste e in banca.

In sintesi, ecco uno specchietto con le prossime date da cerchiare in rosso sul calendario:

  • 20 Gennaio 2022 Parrucchieri: Dal 20, per andare da parrucchiere, barbiere o estetista serve il Green Pass, base o rinforzato
  • 31 Gennaio 2022 Discoteche: Il 31 termina lo stop a concerti ed eventi all’aperto. Ed è l’ultimo giorno di chiusura per le discoteche
  • 1 Febbraio 2022 Negozi e uffici: Da febbraio il Pass (la cui durata si riduce a 6 mesi) servirà per entrare in uffici pubblici e quasi tutti i negozi

Il "lockdown" dei non vaccinati è più duro del previsto

Alla fin fine, il lockdown dei non vaccinati sarà più duro del previsto, nonostante il pressing esercitato fino all'ultimo dal ministro dello Sviluppo economico Giancarlo Giorgetti, che nella lista dei negozi accessibili ai non vaccinati voleva includere tutti i codici ateco (che codificano le attività economiche) già utilizzati durante il primo lockdown, che lasciavano il libero accesso a molti altri esercizi commerciali, come negozi di elettronica e telefonia. Non andrà così. 

Il Mise in particolare, assicura il Sole 24 Ore,  ha chiesto e ottenuto di aggiungere apposite clausole dirette a tutelare le situazioni di emergenza o assoluta urgenza: è il caso dei piccoli comuni di montagna o comunque dei casi in cui per ragioni obiettive non è possibile effettuare il tampone in tempi accettabili. L’unica apertura senza limiti in pratica è per tutte quelle realtà commerciali all’aperto dove i rischi di contagio dovrebbero essere minori.

Le richieste non hanno trovato sponda nel governo, scrive oggi la Stampa. Il governo sceglie la linea della prudenza anche rispetto alle richieste delle Regioni, che di fatto chiedono di aprire sin da ora la fase tre di convivenza con il virus, superando il sistema a colori, abolendo per gli asintomatici della quarantena, che non risulterebbe tra l'altro essere economicamente più sostenibile per l'Inps o, in subordine, abolendo l'obbligo del tamponi per uscire dall'isolamento quando non si hanno più sintomi. E poi ancora lo scorporo dei ricoverati «con» Covid e non «per» Covid dal conteggio del tasso di occupazione dei posti letto che fa scattare le restrizioni. Se ne parlerà, ma l'impressione è che il governo non abbia più fretta.

Fonte Today.it

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