Nuovo pronto soccorso al Policlinico, Ugl: "Urgente rivedere il piano"

I vertici del sindacato si chiedono perché non sia stato rispettato l'accordo del 2017 che prevedeva la contestuale apertura del San Marco di Librino e l'ampliamento del Garibaldi centro

Sulla questione dell’apertura a breve del pronto soccorso dell’ospedale “Policlinico” si registra l’intervento del segretario generale territoriale della Ugl Giovanni Musumeci e dei segretari provinciali delle federazioni Ugl medici e Ugl sanità, rispettivamente Aurelio Guglielmino e Carmelo Urzì.

“Il recente annuncio dell’assessore della salute Ruggero Razza, per noi, è senza ombra di dubbio motivo di compiacimento tenuto conto che, finalmente, tutta la città è stata messa a conoscenza del fatto che i lavori sono stati completati e sono in fase di collaudo. Non possiamo però, nel contempo, non esprimere le nostre perplessità sulle modalità di avvio delle attività nel pronto soccorso del presidio Gaspare Rodolico, perché non possiamo fare a meno di non ricordare come, in sede istituzionale, nel 2017 il Sindaco, che è la massima autorità cittadina e l’assessore regionale della salute dell’epoca, presero un preciso impegno. In tale sede, in un tavolo con le parti sociali, si individuò una soluzione di buon senso che prevedeva l’apertura del pronto soccorso del 'Policlinico' e la conseguente contestuale chiusura di quello del 'Vittorio Emanuele', solo contemporaneamente all’apertura del pronto soccorso del 'San Marco' di Librino ed al completamento dei lavori di ampliamento del punto di emergenza del nosocomio Garibaldi centro".

"Oggi queste condizioni, a nostro avviso,  - continuano i vertici dell'Ugl - non sembrano affatto rispettate visto e considerato che, dalle dichiarazioni lette in questi giorni, lo storico pronto soccorso del Vittorio chiuderà a vantaggio di quello nuovo al Policlinico mentre del San Marco si hanno solo notizie frammentarie ed il presidio del Garibaldi centro, non avendo ultimato i lavori, si troverà di colpo a servire il bacino d’utenza della zona centrale e sud della città dove vivono oltre 80 mila catanesi, senza contare le migliaia di persone che ogni giorno gravitano su questa parte di territorio; impatto che non pare nelle condizioni di fronteggiare. Proprio perché di sanità di eccellenza parliamo, non possiamo che richiedere un intervento urgente al Prefetto con l’apertura di un tavolo tecnico per l’avvio di un confronto tra il sindaco, l’assessore regionale della salute e le parti sociali, al fine di individuare una soluzione condivisa che consenta da una parte di mettere a disposizione della realtà catanese una vera eccellenza e, dall’altra, mettere in sicurezza il resto della città".

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"Catania non deve avere cittadini di serie A e cittadini di serie B! Per questo - concludono - la Ugl sarà sempre accanto ai lavoratori ed agli utenti, continuando a chiedere servizi efficienti, non disagi, e dare voce a chi non ce l’ha – concludono i sindacalisti”

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