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Domenica, 28 Novembre 2021
Cronaca

"Occhiali virtuali" per la figlia non vedente, il progetto di un docente universitario

Salfi ha iniziato a pensare agli "occhiali virtuali" tre anni fa dopo che la figlia, che oggi ha 11 anni, ha iniziato a mostrare i primi sintomi della retinite pigmentosa, una malattia degenerativa della retina che col tempo porta alla cecità e per la quale al momento non esiste una cura

Immagini che diventano suoni o vibrazioni attraverso un software progettato da Massimiliano Salfi, docente d'informatica all'Università di Catania. Così un paio di occhiali con cam Wi fi, auricolari e sensori vibro collegati ad una cintura hi tech permetteranno a chi è cieco di vedere. Il progetto è tra i finalisti al "Think for social".

"Virtual eyes", questo il nome scelto dal suo creatore, è stato caricato su una piattaforma di condivisione online, in modo da permettere a utenti del web di poterlo migliorare aggiungendo "mattoncini", ovvero nuove funzioni, al progetto originario.

Salfi ha iniziato a pensare agli "occhiali virtuali" tre anni fa dopo che la figlia, che oggi ha 11 anni, ha iniziato a mostrare i primi sintomi della retinite pigmentosa, una malattia degenerativa della retina che col tempo porta alla cecità e per la quale al momento non esiste una cura.

"Ho pensato a un modo per aiutarla e mi è venuta in soccorso la tecnologia - ha dichiarato Salfi - Tutto è partito dalle tesi dei miei studenti. Ai ragazzi che venivano in dipartimento chiedevo di lavorare a programmi per smartphone o tablet utili per le persone disabili. Da lì ho iniziato a pensare a qualcosa di più concreto e con alcuni di loro abbiamo cominciato a lavorare al progetto Virtual eyes".

E non finisce qui. Grazie, infatti, all’approfondimento realizzato attraverso le tesi di laurea dei suoi studenti e grazie anche alla collaborazione di alcuni colleghi, sono state ideate applicazioni utili a rendere migliore la vita delle persone colpite dalle disabilità alla vista.

L‘App che inquadra un oggetto e ci dice che colore è: grazie all’ integrazione con smartphone e tablet, questa applicazione potrebbe aiutare chi non vede a gestire meglio il denaro, o più banalmente scegliere come vestirsi.

Il rilevatore di ostacoli: un bastone speciale che funziona con sensori ultrasonici, che permetterebbe di sostituire il bastone bianco per non vedenti.

Il gioco per tablet che insegna ai bambini il braille musicale.

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