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Omicidio Cimò, pena di 25 anni confermata per il marito 83enne

Condanna in appello per Salvatore Di Grazia accusato di avere ucciso la moglie per contrasti economici e passionali

E' stata confermata la pena in appello, 25 anni di carcere, per Salvatore Di Grazia, 83 anni, accusato di avere ucciso la moglie, Mariella Cimo', 72 anni, per contrasti economici e passionali, facendone poi sparire il corpo.

La corte d'Assise d'Appello di Catania ha accolto cosi' la richiesta del pg Angelo Busacca. I reati contestati erano di uxoricidio e occultamento di cadavere.

La scomparsa della donna dalla casa situata nella collina di Ficarazzi avvenne nell'agosto del 2011 ma il marito denunciò soltanto a settembre. I due, sposati da oltre 40 anni, negli ultimi tempi prima del tragico epilogo avevano litigato spesso. In particolare uno dei motivi scatenanti era la gestione di un autolavaggio self service ad Aci Sant'Antonio, di proprietaà della donna e nel quale lavorava il marito. La donna lo voleva vendere, mentre il marito era contrario, anche perche', secondo le accuse, lo utilizzava per degli incontri extraconiugali.

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