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Mercoledì, 17 Agosto 2022
Cronaca

Omicidio Debora: Leonardo Fresta resta in carcere

Lo ha stabilito il Gip del Tribunale di Catania che ha convalidato, all’esito dell’udienza di convalida, il fermo emettendo l’ordinanza di custodia cautelare. Sul corpo della donna riscontrate dal medico legale durante l'autopsia numerose ecchimosi in varie parti del corpo e le fratture dello sterno e di una costa

Leonardo Fresta resta in carcere. Lo ha stabilito il Gip del Tribunale di Catania che ha convalidato, all’esito dell’udienza di convalida, il fermo emettendo l’ordinanza di custodia cautelare in carcere. Fresta, si trova adesso nella casa circondariale di piazza Lanza, con l’accusa di essere l’autore dell’omicidio della convivente Catena Pagano (detta Debora) di 31 anni, trovata morta lo scorso 10 luglio, all’interno dell’abitazione in cui i due convivevano con la figlia minore, in quel frangente non presente in quanto affidata ai nonni materni, per trascorrere con essi il fine settimana.

Il quadro indiziario raccolto dai carabinieri della compagnia di Giarre, in sinergia con il nucleo investigativo del comando provinciale di Catania ha, infatti, permesso di collocare la morte della donna nella serata di venerdì 8 luglio e di riscontrare una serie di anomalie comportamentali da parte di Fresta che, in uno alle prime risultanze tecniche riconducibili agli accertamenti effettuati dal medico legale e dal personale della sezione investigazioni scientifiche dei carabinieri, hanno indotto la Procura all’emissione del fermo.

Nell’ordine: lo stacco temporale di oltre un giorno e mezzo tra il momento della morte e quello in cui è stato dato avviso dallo stesso Fresta al 118, pur essendosi questi, a suo dire, immediatamente reso conto del decesso; le contradditorie versioni rese al personale sanitario del 118 intervenuto sui luoghi, rispetto a quelle fornite nell’immediatezza dei fatti alla polizia giudiziaria e rispetto a quelle rese in sede di interrogatorio; l’essere state rilevate sul corpo della vittima, da parte del medico legale, indicazioni tali da poter ragionevolmente escludere la causa naturale del decesso, in forza della presenza di numerose ecchimosi riscontrate in varie parti del corpo e della frattura dello sterno e di una costa; la presenza, rilevata mediante l’utilizzo del “luminol”,di diffuse tracce ematiche all’interno dell’abitazione anche in ambienti diversi dal bagno e una generalizzata, ed ingiustificata per le circostanze, opera di pulizia dei luoghi; l’acquisizione di immagini dei sistemi di videosorveglianza della zona e le dichiarazioni rese da conoscenti e parenti della famiglia della vittima.

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