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Omicidio dei coniugi a Palagonia, il sindaco: "Rafforzati i controlli"

Lo ha detto il sindaco di Palagonia, nel catanese, Valerio Marletta, al termine della riunione del Comitato per l'ordine e la sicurezza pubblico, convocato in Prefettura nel capoluogo etneo. "Il prefetto - ha aggiunto- ci ha rassicurato che anche nella gestione del Cara"

"La gente in questo momento chiede delle risposte allo Stato, chiede più controlli. Nella riunione che e' stata convocata si va verso questa direzione. Già in questi giorni arriveranno le prime pattuglie, si farà un lavoro in sinergia tra carabinieri, guardia di finanza, polizia. Si è chiesto un maggiore controllo anche al Cara di Mineo in uscita, ma anche del materiale che entra".

LA VILLA DELL'OMICIDIO

AUTOPSIA SULLE VITTIME

Lo ha detto il sindaco di Palagonia, nel catanese, Valerio Marletta, al termine della riunione del Comitato per l'ordine e la sicurezza pubblico, convocato in Prefettura nel capoluogo etneo.

"Il prefetto - ha aggiunto- ci ha rassicurato che anche nella gestione del Cara, che e' commissariato, lo Stato avrà un'attenzione maggiore. Il territorio ha bisogno di maggiore sicurezza, al di là dei migranti o meno, è lo Stato che ha il diritto e il dovere di esercitare questo servizio".

CONTINUANO I RILIEVI DELLA POLIZIA.  La polizia scientifica ha effettuato ulteriori rilievi nella casa e anche su un paio di mutande da uomo insanguinate trovate nel giardino. Potrebbero essere dell'ivoriano fermato che le ha tolte per evitare di essere sospettato. Gli investigatori stanno controllando i tabulati del suo cellulare personale dal quale avrebbe fatto almeno due chiamate.

Lui non ha fatto alcuna ammissione. Agli investigatori della squadra mobile di Catania e del commissariato della polizia di Stato di Caltagirone ha fornito la sua spiegazione: " il borsone l'ho trovato per strada, che male c'e'?", e dopo avere fornito questa sua spiegazione ha chiesto "perchè mi state trattenendo, visto che ho chiarito tutto?". "Tra l'altro sono uscito alle 6 - ha aggiunto - e sono rientrato adesso non avrei avuto il tempo di andare e tornare da Palagonia". Ma la registrazione dell'uscita non esiste e il poliziotto di turno nega di averlo visto passare dall'ingresso principale. Potrebbe aver "saltato" la recinzione o passato da uno dei 'buchi' che vengono creati.

TESI DELL'ACCUSA Le accuse rivolte all'ivoriano non sono legate solo al borsone. Nel borsone c'erano infatti anche un suo paio di pantaloni neri macchiati di sangue e una cintura bianca, con una grossa fibbia. Gli stessi che indossa, puliti, in una foto contenuta sul suo cellulare personale. Al momento in cui è stato bloccato, invece, indossa una magliettina grigia di un'impresa di Palagonia con la quale Vincenzo Solano collabora, i pantaloni, che sono diverse misure piu' grandi, e le pantofole dell'uomo. Secondo la tesi dell'accusa, l'ivoriano dopo la strage si sarebbe cambiato gli abiti per non destare sospetti al suo rientro al Cara di Mineo.

CAMERA ARDENTE IN MUNICIPIO. La camera ardente sarà allestita nella Sala Azzurra del Comune di Palagonia. Nelle prossime ore, la famiglia della coppi di coniugi darà mandato ad un legale di fiducia per essere rappresentata in un eventuale processo e nelle prime fasi dell'inchiesta.

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