Omicidio Giordana di Stefano, petizione rivolta alle cariche dello Stato: "Vogliamo giusta pena"

A lanciare la petizione un'amica della mamma di Giordana, di nome Roberta, e la stessa mamma della 20enne uccisa, Vera. E' stata già sottoscritta da più di 20.000 persone. I destinatari sono tutte le più alte cariche della Repubblica italiana

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Il ricordo di Giordana di Stefano è vivo più che mai. Le circa 30 coltellate, inflitte dal suo ex convivente, Luca Priolo, hanno spento la vita della giovane mamma, ma non il suo ricordo. L'affetto di familiari e conoscenti non si è mai spento. Così come la voglia da parte loro di giustizia, manifestata apertamente, e per l'ennesima volta, tramite una petizione lanciata sul famoso portale change.org. Al momento il Gip di Milano ha convalidato il fermo di Luca Priolo, trovato al momento dell'arresto nella città lombarda, mentre gli atti sono stati trasmessi in seguito a Catania.

A lanciare la petizione un'amica della mamma di Giordana, di nome Roberta, e la stessa mamma della 20enne uccisa, Vera. E' stata già sottoscritta da più di 20.000 persone. I destinatari sono tutte le più alte cariche dello stato. La lettera recita così:

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"Mi chiamo Roberta, sono di Catania e mamma di tre figli. E sono molto, molto arrabbiata, come la mia carissima amica Vera. Sua figlia Giordana, 20 anni, è stata uccisa a inizio ottobre: 42 coltellate inferte dal suo ex, poi fermato mentre cercava di fuggire in Svizzera. Luca ha anche confessato: ha detto di averlo fatto perché Giordana si rifiutava di tornare con lui, condannando una bimba di 4 anni a crescere senza la propria madre. Una bimba che Giordana ha voluto a tutti i costi anche se è rimasta incinta a soli 15 anni. Sì perché io la conoscevo molte bene, Giordana, e posso dire che era una mamma davvero dolcissima e sempre presente. Tante cose sono state dette su questa storia e vogliamo che la giustizia faccia il suo corso. Ma lo deve fare bene, il suo corso. Giordana Di Stefano si era rivolta alle forze dell’ordine, aveva denunciato il suo ex per stalking. Eppure niente: la sua famiglia, i suoi amici, sua madre, noi tutti l’abbiamo vista morire.

Ora la giustizia rischia di essere ancora una volta non giustizia: quante volte abbiamo letto di uomini che hanno odiato e ucciso delle donne ma che sono usciti di prigione dopo aver scontato pene di pochi anni? Punizioni ridicole per persone che non hanno trovato alcuna soluzione migliore che spegnere la vita di una donna che aveva magari “osato” dire basta.

Ecco perché chiediamo, Vera ed io, una risposta al Governo, al Parlamento e ai nostri rappresentanti: approvare subito il disegno di legge presentato dall’avvocata Giulia Bongiorno e che giace ormai da anni dimenticato. Un disegno di legge che prevede una specifica aggravante con il carcere a vita per chi compie un femminicidio. Non ne sono morte abbastanza? I femminicidi devono essere puniti con l’ergastolo.

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Giordana mi ha fatto entrare nella sua vita con naturalezza e spontaneità in questi anni. Ho sempre ammirato il suo coraggio, la sua forza di volontà, la sua grande passione per il ballo, unita a professionalità e creatività. Alla sua mamma Vera, che è chiusa nel suo dolore ma che è qui con me nel portare avanti questa battaglia, ho sempre detto che “Giordy” è la figlia che tutti vorremmo avere. Oggi guardo le foto di Giordana e mi rifiuto di ricordare l’immagine della sua bara. Non riesco a pensare a tutte quelle maledette coltellate su quel corpicino così piccolo. Nulla ci riporterà indietro Giordana. Ma tutti possiamo e dobbiamo fare in modo di combattere davvero queste morti senza senso, questi femminicidi. Chiediamo insieme l’ergastolo per gli uomini che uccidono le donne"

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