Omicidio Loris, udienza al riesame: atteso il giudizio sulla scarcerazione

Davanti al tribunale della Libertà di Catania si deciderà a partire dalle 10.30 di oggi se accogliere o meno l'annullamento dell'ordine di carcerazione per la madre del piccolo Loris. Il legale di Veronica Panarello, che continua a dichiararsi innocente, ha definito il quadro indiziario "Non grave"

Ultimi momenti di attesa per il prosieguo dell'udienza del processo per l'uccisione del piccolo Loris. Davanti al tribunale della Libertà di Catania si deciderà a partire dalle 10.30 di oggi se accogliere o meno l'annullamento dell'ordine di carcerazione per la madre del piccolo Loris . Dopo aver studiato le carte l'avvocato Francesco Villardita, legale di Veronica Panarello, la donna rinchiusa nel carcere di Agrigento con l'accusa di aver ucciso il 29 novembre scorso a Santa Croce Camerina il figlio Loris di otto anni e di averne occultato il cadavere, ha definito il quadro indiziario "Non grave". La decisione finale è attesa entro il 3 gennaio.

Nell'ultima seduta il legale ha ripercorso l'indagine di polizia giudiziaria "integralmente e puntualmente, tentando di dare risposte alternative a quelle dell'accusa e di dimostrare che i gravi indizi di colpevolezza a carico di Veronica Panarello possono non essere considerati tali".

Il legale ha anche presentato "una copiosa memoria difensiva, suffragata da consulenze, nell'interesse dell'indagata". I familiari della donna - il padre Francesco, la prozia Antonella e il compagno di quest'ultima - che ieri hanno atteso con trepidazione nel palazzo di Giustizia di Catania per 12 ore, sono chiusi nel silenzio e preferiscono non parlare con i giornalisti.

Ieri Veronica Panarello, come ha raccontato il suo legale, ha reso dichiarazioni spontanee davanti al presidente del collegio giudicante Maria Grazia Vagliasindi e ai giudici a latere Pietro Curròe Aurora Russo, alla presenza del procuratore della Repubblica di Ragusa Carmelo Petralia e al pm Marco Rota. "La mia famiglia - ha detto la donna - è distrutta, io sono in carcere, mio figlio è morto, l'altro è solo e mi hanno abbandonato. Non ho commesso alcun fatto. Vi prego, credetemi".

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