Strangolò l'ex compagna davanti al figlio piccolo: condannato a 30 anni

Avevà già compiuto un omicidio anni prima, uccidendo il vicino di casa perché aveva "infastidito" l'allora fidanzata. La sentenza della Corte d'appello ha confermato la pena massima prevista con il rito abbreviato

La Corte d'Appello di Catania ha condannato a 30 anni di reclusione, con il rito abbreviato, Vincenzo Di Mauro, l'uomo che a Misterbianco nella notte tra il 31 gennaio e il 1 febbraio 2016 ha strangolato la compagna Laura Finocchiaro. In casa era presente il figlio della coppia, un bambino di quattro anni che ha assistito inerme alla terribile scena.

La notte del delitto

La donna era separata da poco tempo e aveva tre figli, l'ultimo dei quali era nato proprio dalla relazione con il suo carnefice. Il delitto è nato a seguito di una banale lite tra i due. La donna, spaventata dall'aggressività dell'ex convivente dalla quale si era allontana subito dopo la nascita del bimbo, aveva aperto la porta di casa all'uomo solo per permettergli di passare qualche ora insieme al figlio. Subito dopo il brutale assassinio Di Mauro ha preso il piccolo e l'ha portato con sè a casa della madre. 

L'assassino da tempo vessava e picchiava la vittima. Nel 2012 era già stato arrestato e posto ai domiciliari proprio per lesioni personali nei confronti proprio di Luana Finocchiaro. La donna però poco dopo aveva deciso di ritirare la denuncia. Nel corso del procedimento penale Di Mauro è stato sottoposto a perizia psichiatrica risultando perfettamente "capace di intendere e di volere". 

Il precedente omicidio

Vincenzo Di Mauro già nel 2011 fu arrestato per un altro omicidio. Il 17 luglio del 2010 infatti uccise un vicino di casa, Francesco Tirendi, perché aveva "infastidito" l'allora fidanzata 17enne. Anche in questo caso Di Mauro durante una lite picchiò il vicino e lo strangolò con un cinturino, chiudendogli la testa in un sacchetto di plastica. 

Le dichiarazioni della madre di Luana: "Mia figlia aveva paura"

Poco dopo la conferma della condanna a 30 anni, Vera Murabito, mamma di Luana ha dichiarato ai microfoni di CataniaToday: "Finalmente giustizia è fatta. Mia figlia aveva paura di quest'uomo e pur di proteggere il suo bambino evitava di far stare il piccolo da solo con il padre. Per questa ragione quella sera l'ha accolto in casa. Il bambino ha visto tutto, ricorda ogni dettaglio di quella notte infernale. Oggi il piccolo è sotto la mia tutela e non porta più il cognome del padre".

Uccisa per un paio di boxer

L'avvocato Agata Viscuso che assiste la famiglia Finocchiaro si dichiara soddisfatta della sentenza: "Abbiamo ottenuto il massimo della pena - afferma a CataniaToday - con tutte le aggravanti richieste, tra cui l'aver strangolato Luana davanti al figlio, peraltro per futili motivi. L'assassino ha dichiarato di averla uccisa perché lei non gli aveva lavato un paio di boxer. Ma la coppia non era più insieme da tempo, Luana aveva capito quanto pericoloso fosse, ma probabilmente buona e pura com'era non avrebbe mai potuto immaginare che potesse ucciderla in quel modo".

In Evidenza

Potrebbe interessarti

I più letti della settimana

  • Coronavirus, Sicilia in zona rossa: i divieti e cosa si può fare

  • Covid, ordinanza di Musumeci: in Sicilia "zona rossa" con maggiori restrizioni

  • Coronavirus, Musumeci: "Se dati non miglioreranno, altri 15 giorni di zona rossa e scuole chiuse"

  • Coronavirus, Musumeci: "Allarme contagi da Palermo, Catania e Messina"

  • Massacrarono di botte un 54enne dopo averlo investito, in carcere due catanesi

  • Coronavirus, in Sicilia 1.913 nuovi casi e 40 morti: a Catania +486 contagi

Torna su
CataniaToday è in caricamento