Omicidio Maglia: accusato Alfio Monforte del clan Mazzaglia-Toscano-Tomasello

All’indagato è stato contestato il delitto di omicidio pluriaggravato in danno di Alfredo Maglia, avvenuto ad Adrano il 28 ottobre 2013

Nel pomeriggio del 18 dicembre, su delega della Procura Distrettuale, i carabinieri del nucleo operativo della compagnia carabinieri di Paternò, la squadra mobile - sezione criminalità organizzata della Questura di Catania ed il commissariato di P.S. di Adrano hanno eseguito un’ordinanza di custodia cautelare in carcere, emessa dal Gip del Tribunale di Catania, su richiesta della direzione distrettuale Antimafia, nei confronti di Alfio Ambrogio Monforte, di anni 50, ritenuto elemento di spicco appartenente al gruppo mafioso "Mazzaglia-Toscano-Tomasello", attivo nel comune di Biancavilla e considerato articolazione della famiglia catanese “Santapaola-Ercolano”, attualmente detenuto presso la casa circondariale di Terni.

All’indagato è stato contestato il delitto di omicidio pluriaggravato ai danni di Maglia Alfredo, avvenuto ad Adrano il 28 ottobre 2013, anch’egli ritenuto appartenente allo stesso gruppo mafioso.

All’indagato è stata contestata anche l’aggravante di avere agito con la finalità di rafforzare gli interessi criminali della consorteria mafiosa di appartenenza. La misura cautelare costituisce sviluppo delle indagini, delegate da questa Procura distrettuale alla polizia di Stato e ai carabinieri, finalizzate a riscontrare il contenuto delle dichiarazioni dei collaboratori di giustizia Balsamo, Liotta e Caruana. Le investigazioni svolte confermavano pienamente le attività investigative precedentemente compiute e culminate con le operazioni denominate convenzionalmente “Garden”, “Onda d’Urto” e “Città Blindata”.

In data 29 ottobre 2013, alle 19:30, Maglia Alfredo è stato trovato cadavere all'interno di una minicar, parcheggiata dentro il garage della sua abitazione di Adrano, raggiunto da diversi colpi di arma da fuoco. Dalle indagini iniziate nel 2014, emergeva che i familiari di Maglia Alfredo volevano subito vendicarsi, ed in particolare i fratelli, insieme ad altri sodali, si stavano organizzando per commettere l'omicidio di Monforte Alfio Ambrogio. Il delitto sarebbe dovuto avvenire a Reggio Emilia, località di residenza del Monforte. La vendetta veniva però scongiurata dalle indagini coordinate dalla Procura di Catania, e che culminavano con l’arresto di tutto il gruppo che faceva capo alla famiglia Maglia. Va evidenziato che dalle ulteriori indagini svolte nel 2016 e 2017, sia dai carabinieri che dalla polizia di Stato, sono emerse le attività estorsive portate avanti dal Monforte e dal clan mafioso di Biancavilla e contestualmente il ruolo -- sempre più egemonico -- che lo stesso Monforte stava assumendo all’interno del citato clan.

Con la sentenza emessa il 23 ottobre 2017, in sede di giudizio abbreviato dal Gup di Catania, Monforte Alfio Ambrogio e il figlio Vincenzo venivano condannati per due episodi di estorsione continuata ed aggravata ai danni degli Arena: dai fatti oggetto di questa sentenza emergeva ulteriormente come Monforte Alfio Ambrogio stesse acquisendo un ruolo predominante all'interno del clan mafioso di Biancavilla, nel quale era tornato a fare parte proprio dopo la morte di Maglia Alfredo e 1'arresto degli altri Maglia.

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