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Mercoledì, 29 Maggio 2024
Cronaca Palagonia

Omicidio di Palagonia, uccise lo zio ma non fu legittima difesa: dai domiciliari al carcere

Il provvedimento trae origini dal fatto di sangue avvenuto a Palagonia lo scorso 20 ottobre, all’interno di un rustico in contrada Vanghella, quando al culmine di una lite, il nipote avrebbe colpito mortalmente al petto il parente con una pistola

Nell’ambito delle indagini a carico del 24enne di Palagonia, Vincenzo Buscemi, indagato per l’omicidio dello zio paterno 43enne Giovanni Buscemi, la compagnia dei carabinieri ha eseguito l’ordinanza cautelare di custodia in carcere, con la quale il Gip del Tribunale di Caltagirone ha accolto la richiesta di aggravamento della Procura. L'indagato che, in un primo momento, aveva ottenuto gli arresti domiciliari, è stato così condotto nel carcere di Caltagirone.

Il provvedimento trae origini dal fatto di sangue avvenuto a Palagonia lo scorso 20 ottobre, all’interno di un rustico in contrada Vanghella, quando al culmine di una lite, il nipote avrebbe colpito mortalmente al petto il parente con una pistola.

Durante l’interrogatorio di garanzia l’indagato aveva sostenuto la tesi della legittima difesa, affermando di essersi avventato contro lo zio nel tentativo di disarmarlo e che, durante tale fase di concitazione, erano partiti i colpi dall’arma: il Gip aveva applicato nei suoi confronti la misura cautelare degli arresti domiciliari.

Dall’immediata e successiva attività investigativa, condotta dai militari dell’Arma con il coordinamento della Procura, sarebbe invece emersa la piena disponibilità dell’arma, peraltro oggetto di furto, in capo all’indagato e la premeditazione nell'omicidio. Pertanto la dinamica dei fatti era differente da quella sostenuta. 

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