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Omicidio dei coniugi di Palagonia, restituite le salme ai familiari: domani i funerali

La procura di Caltagirone ha firmato il nulla osta per la restituzione delle salme ai familiari. I funerali, si terranno, domani alle 17 nella chiesa 'San Giuseppe': la funzione religiosa sarà celebrata da monsignor Calogero Peri, vescovo di Caltagirone

Sarà allestita oggi dalle 18 alle 22 e domani dalle 8 alle 16 nella 'Sala Azzurra' del Municipio di Palagonia, la camera ardente per i coniugi Vincenzo Solano e Mercedes Ibanez, uccisi nella loro abitazione di Palagonia.

La procura di Caltagirone ha firmato il nulla osta per la restituzione delle salme ai familiari. I funerali, si terranno, domani alle 17 nella chiesa 'San Giuseppe': la funzione religiosa sarà celebrata da monsignor Calogero Peri, vescovo di Caltagirone.

LA VILLA DELL'OMICIDIO

AUTOPSIA SULLE VITTIME

CONTINUANO I RILIEVI DELLA POLIZIA.  La polizia scientifica ha effettuato ulteriori rilievi nella casa e anche su un paio di mutande da uomo insanguinate trovate nel giardino. Potrebbero essere dell'ivoriano fermato che le ha tolte per evitare di essere sospettato. Gli investigatori stanno controllando i tabulati del suo cellulare personale dal quale avrebbe fatto almeno due chiamate.

Lui non ha fatto alcuna ammissione. Agli investigatori della squadra mobile di Catania e del commissariato della polizia di Stato di Caltagirone ha fornito la sua spiegazione: " il borsone l'ho trovato per strada, che male c'e'?", e dopo avere fornito questa sua spiegazione ha chiesto "perchè mi state trattenendo, visto che ho chiarito tutto?". "Tra l'altro sono uscito alle 6 - ha aggiunto - e sono rientrato adesso non avrei avuto il tempo di andare e tornare da Palagonia". Ma la registrazione dell'uscita non esiste e il poliziotto di turno nega di averlo visto passare dall'ingresso principale. Potrebbe aver "saltato" la recinzione o passato da uno dei 'buchi' che vengono creati.

TESI DELL'ACCUSA Le accuse rivolte all'ivoriano non sono legate solo al borsone. Nel borsone c'erano infatti anche un suo paio di pantaloni neri macchiati di sangue e una cintura bianca, con una grossa fibbia. Gli stessi che indossa, puliti, in una foto contenuta sul suo cellulare personale. Al momento in cui è stato bloccato, invece, indossa una magliettina grigia di un'impresa di Palagonia con la quale Vincenzo Solano collabora, i pantaloni, che sono diverse misure piu' grandi, e le pantofole dell'uomo. Secondo la tesi dell'accusa, l'ivoriano dopo la strage si sarebbe cambiato gli abiti per non destare sospetti al suo rientro al Cara di Mineo.

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