Cronaca Biancavilla

Omicidio Valentina Salamone, il presunto assassino rimane in carcere

Secondo l'accusa, Nicola Mancuso - sposato e padre di tre figli- avrebbe inscenato un finto suicidio, facendo trovare la ragazza impiccata alla trave di una villetta dove si era recata con alcuni amici per il week end

Resta in carcere Nicola Mancuso, il 30enne arrestato il 4 marzo scorso con l'accusa di aver ucciso la 19enne Valentina Salamone, trovata impiccata il 24 luglio di tre anni fa in una villetta nelle campagne di Adrano, in provincia di Catania.

Lo ha deciso il Tribunale di Catania che ha respinto l'stanza di annullamento dell'ordinanza di custodia cautelare in carcere presentata dal suo legale, l'avvocato Rosario Pennisi.

Secondo l'accusa, l'uomo, sposato e padre di tre figli, avrebbe inscenato un finto suicidio, facendo trovare la ragazza impiccata alla trave di una villetta dove si era recata con alcuni amici per il week end, per liberarsi di Valentina che stava mettendo a repentaglio il suo menage coniugale.

Stamattina il Gip Francesca Cercone ha nominato i tre periti per l'incidente probatorio che servirà ad analizzare il Dna su macchie di sangue isolate da carabinieri del Ris di Messina in una scarpa della vittima e che, secondo l'accusa sostenuta dai magistrati Salvatore Scalia e Sabrina Gambino, apparterrebbero all'indagato.

Sono i professori Vittorio Fineschi e Cristofaro Pomara dell'istituto di medicina legale di Foggia e Adriano Tagliabracci medico legale di Ancona. Su istanza dell'avvocato Rosario Pennisi il Gup ha esteso l'incidente probatorio anche sulla seconda scarpa che i carabinieri sequestrarono nell'abitazione di Mancuso due anni dopo il delitto.

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