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Uccide la madre al cimitero, il figlio sottoufficiale resta in carcere

Angelo Fabio Matà, 43 anni, è stato arrestato il 31 maggio scorso dalla squadra mobile di Catania con l'accusa di avere ucciso, il 7 gennaio del 2014, la madre, Maria Concetta Velardi

Angelo Fabio Matà, il 43enne arrestato il 31 maggio scorso dalla squadra mobile di Catania con l'accusa di avere ucciso, il 7 gennaio del 2014, la madre, Maria Concetta Velardi, di 59 anni, nel cimitero di Catania, resta in carcere. Lo ha deciso il Tribunale del riesame che ha rigettato la richiesta di annullamento dell'ordinanza cautelare in carcere emessa dal Gip Alessandro Ricciardolo. L'uomo si è sempre proclamato innocente.

Il sottufficiale della marina militare, secondo l'accusa, avrebbe assassinato la madre, in modo non premeditato, al culmine di una lite scaturita nel cimitero, dove la donna andava ogni giorno a trovare il marito e un figlio morto quattro anni prima. Numerosi gli indizi che sembrano inchiodarlo: tre signore che hanno detto di aver sentito delle urla di donna durante una lite, le tracce del dna dell'uomo sotto le unghie della mano destra della vittima e una macchia di sangue dell'uomo, misto a quello della madre, sulla sua auto.

Secondo la perizia del medico legale la vittima sarebbe morta tra le 15.30 e le 15.45, quando, sostiene l'accusa, l'uomo era davanti alla cappella di famiglia da solo con la madre, colpita con due pietre che pesano 23 e 18 chili, e morta dopo 30-45 minuti di agonia

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