Cronaca Librino / Viale Grimaldi

Operazione Carthago, Librino: in carcere i capi delle piazze di spaccio

I carabinieri dei "Lupi" hanno eseguito il provvedimento della Corte di Appello nei confronti degli esponenti di spicco del clan Nizza: si tratta di Giovanni Caruana, inteso “Giovanni sasizza”, Orazio Ursino, detto “u gigante”, Marcello Venturino e Maurizio Arena, figlio del noto boss Giovanni Arena

I carabinieri della squadra “Lupi” del Nucleo Investigativo, coadiuvati dai colleghi della Compagnia di Fontanarossa, hanno eseguito degli ordini di carcerazione emessi dalla Corte di Appello di Catania nei confronti di personaggi arrestati il 6 luglio 2016 nell’ambito dell’operazione Carthago, condotta dai militari del comando provinciale. Si tratta del 28enne catanese Giovanni Edoardo Caruana, inteso “Giovanni sasizza”. Questi, unitamente a Giuseppe Nicolosi, inteso “ciaramedda”, gestiva la piazza di spaccio di viale Grimaldi 7 (cocaina e skunk) per conto di Dario Caruana, noto killer attualmente collaboratore di giustizia. Organico al gruppo dei Nizza acquistava la droga con l’avallo del clan, ma gestendo la piazza in piena autonomia. Condannato dai giudici per associazione finalizzata al traffico e lo spaccio di sostanze stupefacenti, reati commessi a Catania dal settembre 2013 al giugno 2017, dovrà scontare una pena residua equivalente ad anni 8 e mesi 6 di reclusione.

Il provvedimento ha raggiunto il 27enne catanese Orazio Ursino, inteso “u gigante”, organico al gruppo dei Nizza ed in particolare uomo di fiducia di Andrea Nizza, per conto del quale gestiva la piazza di spaccio di viale Moncada 16, storica piazza gestita un tempo da Mario Russo, inteso “o Turazzo”, un tempo organico ai Cursoti milanesi e poi passato nella fila dei Nizza. Condannato dai giudici per associazione finalizzata al traffico e lo spaccio di sostanze stupefacenti aggravati dal metodo mafioso, reati commessi a Catania dal luglio 2014 al giugno 2017, dovrà scontare una pena residua equivalente ad anni 9, mesi 4 e giorni 20 di reclusione. In manette anche il 50enne catanese Marcello Venturino, inserito a pieno titolo nel traffico di droga posto in essere dal gruppo Nizza, in virtù della parentela che lo lega ad Andrea Nizza poichè la figlia è sposata con quest’ultimo, attualmente detenuto al 41 bis. Condannato dai giudici per associazione finalizzata al traffico e lo spaccio di sostanze stupefacenti aggravati dal metodo mafioso, reati commessi a Catania dal luglio 2014 al giugno 2017, dovrà scontare una pena residua equivalente ad anni 9, mesi 4 e gironi 20 di reclusione. Arrestato anche il 40enne catanese Maurizio Arena, figlio del noto boss Giovanni Arena, che insieme al fratello Massimiliano ha da sempre gestito una delle piazze di spaccio più fiorenti del capoluogo etneo operante in origine all’interno del famoso Palazzo di Cemento e poi trasferitasi in viale San Teodoro 7 (zona due torri), dove nel 2019 i carabinieri cancellarono il famoso murales inneggiante allo spaccio. Specializzato nel traffico e lo spaccio al minuto di marijuana, è transitato in diversi gruppi criminali, tra i quali gli Strano, i Tigna , i Cappello fino al 2013, quando i due fratelli Maurizio e Massimiliano strinsero un patto con il gruppo dei Nizza, rappresentato in quel momento storico da Andrea Nizza che alla riunione si presentò accompagnato da Giovanni Privitera, inteso “u Nacchiu”. Condannato dai giudici per associazione finalizzata al traffico e lo spaccio di sostanze stupefacenti aggravati dal metodo mafioso, reati commessi a Catania dal settembre 2013 al giugno 2017, dovrà scontare una pena equivalente ad anni 11 e mesi 2 di reclusione. Tutti gli arrestati, assolte le formalità di rito, sono stati rinchiusi nel carcere di Catania Bicocca.

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