Operazione "Dama nera", terremoto all'Anas: l'inchiesta partì da Catania con Tecnis

Dalle prime ore dell'alba, oltre 250 finanzieri del comando provinciale di Roma stanno eseguendo oltre 50 perquisizioni e dando esecuzione a 19 ordinanze di custodia cautelare nei confronti di dirigenti e funzionari di Anas spa, di imprenditori titolari di aziende appaltatrici di primarie opere pubbliche e di un avvocato

Dalle prime ore dell’alba, oltre 250 finanzieri del comando provinciale di Roma stanno eseguendo oltre 50 perquisizioni e dando esecuzione a 19 ordinanze di custodia cautelare nei confronti di dirigenti e funzionari di Anas spa, di imprenditori titolari di aziende appaltatrici di primarie opere pubbliche e di un avvocato. Il provvedimento cautelare è stato emesso sulla scorta degli elementi di reità, acquisiti nel corso delle investigazioni esperite dalle Fiamme Gialle del Nucleo di Polizia Tributaria di Roma, coordinati dalla Procura della Repubblica di Roma.

L'operazione denominata "Dama nera"  - dal riferimento ad una funzionaria Anas che faceva da tramite tra gli appaltatori e l’azienda - ha avuto una prima fase di indagini proprio a Catania, nel mese di ottobre 2015. Protagonisti  due noti imprenditori catanesi Francesco Domenico Costanzo ( conosciuto come Mimmo), ai vertici della società Tecnis,  e Concetto Bosco Lo Giudice ( Cogip Infrastrutture spa).

La Tecnis, colosso imprenditoriale del Sud Italia, si era, infatti, aggiudicata appalti pubblici per quasi 800 milioni di euro l'anno. Dalla metropolitana catanese, ai lavori dell'anello ferroviario e del collettore fognario di Palermo, passando per il porto di Catania, quello di Ragusa, l'interporto di Catania oltre alla Salerno Reggio Calabria e ad altre centinaia di commesse che hanno fatto della Tecnis la prima impresa del Sud Italia. Tra i lavori affidati alla Tecnis figura anche un lotto del viadotto "Scorciavacche", sulla Palermo-Agrigento, franato una settimana dopo l'inaugurazione nel dicembre scorso.

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