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Operazione "Lava", altri due arresti nel quartiere di San Cristoforo

I carabinieri hanno effettuato una incessante attività di ricerca finalizzata ad individuare Francesco Scuderi, sfuggito all’operazione “Lava”, condotta nella giornata di ieri, elemento apicale della struttura associativa criminale finalizzata al traffico di stupefacenti nel quartiere di San Cristoforo

I carabinieri di piazza Dante hanno effettuato una incessante attività di ricerca finalizzata ad individuare Francesco Scuderi, sfuggito all’operazione “Lava”, condotta nella giornata di ieri, elemento apicale della struttura associativa criminale finalizzata al traffico di stupefacenti nel quartiere di San Cristoforo.

I militari dell’Arma hanno effettuato numerosi controlli nei  luoghi a lui riconducibili, esercitando una costante pressione sul territorio, finché lo Scuderi, non avendo più altra alternativa, nella notte di giovedì si è presentato insieme al Marino Filippo, altro soggetto di rilievo del sodalizio criminoso, presso la caserma dei Carabinieri di Piazza Dante. Nella circostanza, lo Scuderi non ha riferito nulla ai militari. 

Francesco Scuderi, detto “Niculitto”, genero di Turi Amato, quest’ultimo già riconosciuto esponente del Clan Santapaola, sposato con la cugina di Nitto Santapaola, assumeva il ruolo di principale responsabile della piazza di spaccio della zona di via Trovatelli e via Alogna, disarticolata nell’operazione “Lava”.

In particolare, Scuderi, pur non curandosi direttamente delle vendite dello stupefacente, sovrintendeva stabilmente all’attività di spaccio, avvalendosi dei fratelli Vito e Carmelo Musumeci, che avevano le funzioni di coordinamento e controllo su tutti gli altri sodali. I proventi illeciti della droga pervenivano direttamente allo Scuderi che provvedeva quindi alla ripartizione dei relativi introiti, preoccupandosi inoltre delle sorti dei suoi sodali quando venivano tratti in arresto in flagranza di reato.

Filippo Marino, rientrava invece nella fascia intermedia dell’organizzazione criminale, ossia tra coloro che avevano compiti di raccordo tra i soggetti con maggiori compiti di responsabilità e i pusher.  I due arrestati sono stati associati rispettivamente nel carcere di Bicocca e di Piazza Lanza. 

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