Domenica, 26 Settembre 2021
Cronaca Caltagirone

Operazione Requiem, ritrovate munizioni in una delle ambulanze della onlus

I carabinieri di Caltagirone hanno fatto emergere ulteriori responsabilità a carico del capo dell'organizzazione che operava all'interno dell'Ospedale di Caltagirone: deteneva cartucce per armi da fuoco

Nell'ambito delle attività investigative all'operazione Requiem, che ha portato alla sbarra 9 soggetti per illecita concorrenza e violazioni di sepolcro, i carabinieri della compagnia di Caltagirone hanno fatto emergere ulteriori elementi di responsabilità penale a carico del 46enne Massimiliano Indigeno. L’uomo infatti, capo e cassiere dell’organizzazione che mirava a gestire il controllo dei degenti non deambulanti attraverso l’Onlus a lui riconducibile, deteneva senza averne alcun titolo, munizioni per armi da fuoco,  occultate non solo all’interno della propria abitazione ma, addirittura, all’interno di una delle ambulanze della Onlus adibita al trasporto dei pazienti. Particolare curiosità ha suscitato ai militari l’atipicità delle 35 cartucce rinvenute, aventi calibro 6,5x52 e 7,92x57, destinato quindi ad un utilizzo su un’arma lunga. All’arrestato, il Gip del Tribunale di Caltagirone ha contestato la minaccia e violenza a pubblico ufficiale, perché responsabile di gravi minacce e di un’aggressione fisica ad un caposala del pronto soccorso dell’ospedale “Gravina e Santo Pietro” che in un’occasione, in ottemperanza alle limitazioni imposte per il contrasto all’epidemia da Covid-19, aveva soltanto chiesto all’Indigeno di uscire dai locali del nosocomio.

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