Operazione "Si può fare", un senegalese in carcere per la violazione dei domiciliari

Le indagini aveva portato alla scoperto di un collaudato sistema per ottenere permessi di soggiorno facili con la complicità di impiegati comunali

Nel pomeriggio di ieri la Digos ha arrestato Sahada Sow, detto “Daouda”, 39enne di Medina Gouna (Senegal). L'uomo nella prima fase dell'operazione "Si può fare" era finito ai domiciliari ed è uno dei 12 indagati tratti in arresto e che faceva parte di un’associazione per delinquere finalizzata al favoreggiamento dell’immigrazione clandestina, mediante la concessione e/o falsificazione dei permessi di soggiorno.

Adesso è stato condotto in carcere perché in violazione dei domiciliari, già la sera successiva all’arresto aveva lasciato la propria abitazione e si era allontanato dal capoluogo etneo trascorrendo l’intera nottata in zona Giardini Naxos.

L'associazione si avvaleva di un funzionario comunale e due ispettori della polizia municipale e forniva illecitamente ai richiedenti, a fronte di adeguati pagamenti stabiliti da un preciso tariffario, diversificate tipologie di servizi per poter ottenere i documenti richiesti.


Il giro di affari delle attività illecite riscontrate produceva introiti giornalieri ammontanti a diverse migliaia di euro.



 

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