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Venerdì, 9 Dicembre 2022
Cronaca

Piazza di spaccio a conduzione familiare e giro di furti: nel mirino anche "ornamenti comunali"

L'indagine denominata "Testuggine", durata dall'agosto del 2019 ed il gennaio del 2021, è scaturita dall'arresto di Manolo Caponetto, per un furto in un'abitazione a Mascalucia, e dalla sua decisione di dare indicazioni sul suo complice e sul ricettatore della refurtiva, Ignazio Giovanni Tomaselli

Una "piazza di spaccio" a conduzione familiare è stata smantellata dai carabinieri di Gravina di Catania. L'ordinanza del Gip di Catania ha disposto la custodia in carcere per quattro indagati e l'obbligo di dimora e di presentazione alla Polizia giudiziaria per altri quattro. L'indagine denominata "Testuggine", durata dall'agosto del 2019 ed il gennaio del 2021, è scaturita dall'arresto di Manolo Caponetto, per un furto in un'abitazione a Mascalucia, e dalla sua decisione di dare indicazioni sul suo complice e sul ricettatore della refurtiva, Ignazio Giovanni Tomaselli.

Grazie ad attività tecniche, con videoriprese, osservazione, controllo e pedinamento, i carabinieri hanno evidenziato come l'operatività del gruppo criminale fosse concentrata soprattutto nei comuni di Catania, San Pietro Clarenza e dell'hinterland etneo in generale. Il provento dei furti sarebbe servito per alimentare la bancarella del "mercato delle pulci" di Catania gestita da Mario Tomaselli padre di Ignazio Giovanni.

In particolare, gli indagati, sostiene la Procura etnea, per compiacere od anche per ottenere da quest'ultimo dosi di sostanza stupefacente, sarebbero stati soliti procacciare specie di volatili protetti ed anche ornamenti comunali, quest'ultimi sottratti alla municipalità di San Pietro Clarenza e successivamente utilizzati dagli indagati per abbellire un complesso popolare nel quartiere San Giovanni Galermo di Catania. Dalle indagini dei carabinieri sarebbe emerso anche che, in alcune occasioni, gli obiettivi da depredare sarebbero stati "caldeggiati" a Ignazio Giovanni Tomasello da uno degli indagati, in quel momento detenuto nel carcere di Termini Imerese, ma in possesso illecitamente di un telefono cellulare.

Tomaselli, seppur ai domiciliari, contesta la Procura, sarebbe riuscito con l'ausilio del padre Mario e della moglie, indagata ma non raggiunta dalla misura cautelare, a gestire dalla propria abitazione una fiorente attività di spaccio di cocaina, con un introito medio di circa 300 euro giornalieri, attraverso cessioni effettuate dal proprio balcone. In alcuni casi, a garanzia del debito scaturito dalle cessioni della sostanza stupefacente, Tomaselli avrebbe trattenuto la carta del reddito di cittadinanza o la postepay dell'acquirente da cui, a titolo di penale dovuta al ritardo nei pagamenti, avrebbe prelevato indebitamente somme di denaro.

Nel corso dell'attività, tra la refurtiva recuperata, spiccano anche alcune tartarughe di terra, da qui la denominazione dell'attività "Testuggine", il rinvenimento di un fucile calib 12 e di un piccolo quantitativo di cocaina e marijuana.

Gli indagati destinatari della misura cautelare della custodia in carcere:

  1. CAPONETTO Roberto, nato a Catania il 20.03.1983;
  2. RUBERTO Natale Dario, nato a Catania il 24.12.1990;
  3. TOMASELLI Ignazio Giovanni, nato a Catania il 07.02.1995;
  4. TOMASELLI Mario, nato a Catania il 29.09.1968.

Gli indagati destinatari della misura cautelare dell’obbligo di dimora nel comune di residenza e dell’obbligo di presentazione giornaliera alla polizia giudiziaria:

  1. AIELLO Carmelo Fabrizio, nato a Catania il 06.06.1985;
  2. CAPONETTO Manolo, nato a Catania il 20.03.1983;
  3. D’AMICO Gianluca, nato a Catania il 30.06.1987;
  4. PUTRINO Nunzio, nato a Catania il  21.10.1980.

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