Operazione "Tir camaleonte": bancarotte pilotate per non pagare tasse

Le societa' commerciali attive coinvolte nel sequestro sono Rtn s.r.l. con sede legale a Milano e la JBC s.r.l.s. con sede legale a Misterbianco

Uno degli indagati distrugge documenti compromettenti

Ci sarebbero i fratelli Riccardo e Giovanni Reitano, di 63 e 72 anni, insieme figlio di quest'ultimo Antonio Luca Maria 42 anni, a capo dell'organizzazione specializzata in bancarotte con l'utilizzo di prestanome nel settore dell'autotrasporto. Avrebbero fatto fallire 7 società commerciali facenti parte del "Gruppo Reitano". Le societa' commerciali attive coinvolte nel sequestro sono Rtn s.r.l. con sede legale a Milano e la JBC s.r.l.s. con sede legale a Misterbianco, entrambe esercenti l'attivita' di trasporto merci per conto terzi. L'operazione dal nome in codice "Tir Camaleonte" è stata condotta dai finanzieri del Nucleo di Polizia Economico- Finanziaria di Catania. Il sistema era attivo dal 2010 ed ha visto la periodica sostituzione di societa' del gruppo, schiacciate ormai dai debiti ed affidate ad amministratori non capaci di gestirle, con imprese formalmente differenti, ma con il medesimo oggetto sociale e gli stessi dipendenti.

Come aggirare il fisco

Il gruppo criminale annoverava tra le sue fila anche il commercialista Fabio Saccuzzo di 40 anni, arrestato e condotto in carcere, contabile della "galassia Reitano", che suggeriva le mosse piu' efficaci per eludere ogni possibile azione giudiziaria. Saccuzzo sarebbe stato particolarmente abile nel mettere a disposizione le proprie conoscenze personali con funzionari di banca per l'apertura e la gestione di conto correnti in aggiramento di ogni presidio anti-riciclaggio. In manette anche Luisa Spampinato di 58 anni, ex convivente di Riccardo Reitano, formalmente dipendente, ma in realta' spesso chiamata dai Reitano a partecipare alle fasi gestionali cruciali relative al passaggio di asset patrimoniali dalla societa'. Ci sono poi Antonino Lo Presti, di 42 anni titolare di partita Iva e libero professionista, anch'egli apparentemente solo un "semplice" dipendente ma nei fatti pienamente coinvolto nella gestione amministrativa e contabile delle societa' incriminate.

I prestanome

Individuati dalle fiamme gialle tre prestanome, nullatenenti e privi di qualsiasi competenza professionale. Due cubani Alberto David Victoria di 42 anni, amministratore di diritto in 5 societa' del "gruppo Reitano" e Jimenez Jose' Fonseca Zamora di 72 anni suocero di Riccardo Reitano, non reperibili sul territorio nazionale. Arresti pure per Maria Correnti, amministratore di diritto di 5 societa' del gruppo, proposta ai Reitano dal commercialista Saccuzzo. Il gip ha disposto l'obbligo giornaliero di presentazione alla polizia giudiziaria insieme al divieto di esercizio di imprese e uffici per 12 mesi.

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L'indagine

L'indagine e' stata basata su uno straordinario volume di documentazione fiscale fasulla (fatture per operazioni inesistenti pari a oltre 70 milioni di euro) utilizzato ed emesso dalle stesse societa' dei Reitani per accaparrarsi le agevolazioni fiscali previste per le nuove iniziative imprenditoriali ed eludere le azioni giudiziarie messe in atto dall'Erario e dalle imprese che hanno trattenuto rapporti commerciali con il "mondo Reitano". I finanzieri hanno inoltre registrato l'esistenza di rapporti commerciali di fornitura del servizio di trasporto merci operato da soggetti appartenenti al clan stiddaro dei Dominante- Carbonaro.

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