Ordine dei Medici, Francesca Catalano verso la presidenza

Dopo le dimissioni dell'ex presidente Massimo Buscema e le numerose difficoltà per organizzare questa tornata elettorale, i risultati premiano la senologa Catalano, moglie del magnifico rettore Francesco Basile

Il ministro-medico Giulia Grillo, appena eletto, aveva prima abbandonato l'ordine etneo per iscriversi in quello del Lazio, per poi - dopo numerose polemiche e fatti giudiziari che hanno colpito l'ex presidente Massimo Buscema - accogliere con soddisfazione lo scioglimento dell'ente deciso dalla Federazione Nazionale degli Ordini dei Medici.

Un segnale chiaro che, a prescindere dalle valutazioni di merito, ha portato a livello nazionale una problematica tutta catanese. Da allora numerose sono state le difficoltà per l'organizzazione e lo svolgimento delle nuove elezioni che, tuttavia, si sono concluse ieri sera con un dato incontrovertibile: la vittoria di Francesca Catalano, primario di Senologia all'ospedale Cannizzaro e moglie del magnifico rettore dell'Università di Catania, Francesco Basile.

La professionista - vicina politicamente alla formazione del presidente della Regione, Nello Musumeci, #DiventeràBellissima (è stata coordinatrice del Comitato Programma Sanità Musumeci Presidente, durante la campagna elettorale per le regionali 2017) - è risultata prima degli eletti con 1556 voti, seguita da Diego Piazza, primario chirurgo del Garibaldi-Nesima, con 1505 preferenze, e da Alfio Saggio con 1448 voti. La maggioranza dei medici catanesi ha quindi espresso il suo gradimento per la lista Ordiniamoci.

Non ce l'ha fatta la lista "Giannone presidente" che, tuttavia, è riuscita ad eleggere come unico consigliere, il suo candidato presidente, il chirurgo Giorgio Giannone. Il medico, più volte, aveva criticato il 'sistema di potere' interno all'Ordine dei Medici. In un'intervista rilasciata al quotidiano online Sudpress, Giannone parlava chiaramente di "sfiducia nei colleghi" e li invitava a "votare per cambiare le cose".

Risultato poco soddisfacente anche per Gianluca Albanese che, con la sua lista Andiamo Avanti (di cui faceva parte anche Serafina Strano, la dottoressa aggredita in guardia medica a Trecastagni) non riesce ad entrare all'interno del Consiglio. Albanese, già segretario dell'Ordine, si era dimesso in polemica con la gestione Buscema, alla quale era seguita una presa di posizione dell'Associazione Italiana Medici che - in quell'occasione - aveva chiesto una riforma del sistema ordinistico.

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