Ordine dei giornalisti diffida il presidente Crocetta

Questa l'accusa: "Non è vero che il presidente dopo il licenziamento dei 21 giornalisti dell'ufficio stampa della Presidenza non ha più giornalisti alle sue dipendenze. Risulta avere adesso un suo addetto stampa personale"

Dopo i tagli all'ufficio stampa della regione operati dal presidente Crocetta, continua il serrato faccia a faccia tra lo stesso governatore della Sicilia e il mondo del gionalismo. "Scoperta l'ennesima bugia di Crocetta sugli uffici stampa. Non è vero che il presidente dopo il licenziamento dei 21 giornalisti dell'ufficio stampa della Presidenza non ha più giornalisti alle sue dipendenze. E' anzi vero che, dopo i 21 licenziamenti in tronco, Crocetta risulta avere adesso un suo addetto stampa personale".

Lo affermano l'Assostampa e l'Ordine dei giornalisti di Sicilia, che aggiungono. "Questo risulta ufficialmente dalla banca dati nazionale Mediaddress che raccoglie i nomi dei giornalisti impegnati negli uffici stampa della Pubblica amministrazione in tutta Italia. Risulta quindi che la Regione siciliana ha alle dipendenze un giornalista che dispone di una mail ufficiale dell'amministrazione e che frattanto è interlocutore di chiunque, professionalmente, voglia chiedere informazioni sull'attivita' della Regione siciliana e del presidente".

Per chiarire questo 'mistero' l'Ordine e l'Associazione siciliana della stampa, dopo l'esposto presentato in Procura, hanno notificato alla Regione una diffida con la quale chiedono di conoscere, entra trenta giorni, i criteri seguiti per affidare l'incarico all'interno dell'ufficio stampa del presidente Crocetta, che invece risulta ufficialmente cancellato, quali i titoli richiesti, chi ha firmato la nomina, il capitolo di spesa e l'ammontare della retribuzione e il tipo di contratto applicato.

Tutte notizie che Crocetta in nome della trasparenza avrebbe dovuto dare e che invece ha tenuto rigorosamente segrete. Ordine e Assostampa sottolineano "l'anomalia siciliana, dato che in tutte le altre Regioni e a tutti i livelli della politica nazionale gli uffici stampa sono costituiti e sono rigorosamente composti da giornalisti: in Lazio, in Piemonte e in Lombardia - spiegano il segretario regionale del sindacato Alberto Cicero e il presidente dell'Ordine di Sicilia, Riccardo Arena - ci sono rispettivamente 46, 38 e 33 giornalisti assunti dalle Regioni e assegnati ai Consigli o alle assemblee, alle Giunte, agli assessorati e agli enti controllati.

In Sicilia i 21 colleghi sono stati cacciati con ignominia e non sono mai stati - almeno ufficialmente - sostituiti. Crocetta ha criticato i suoi predecessori per la mancanza di trasparenza nei criteri di nomina, ma non ha reso noti quali saranno i suoi criteri per la scelta dei giornalisti dell'ufficio stampa della presidenza".

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