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Acireale, al Santa Marta la prima cucina interna in un ospedale siciliano

Sarà la prima struttura sanitaria in Sicilia dotata di proprie cucine per l'erogazione del servizio di refezione in legame cook and chill

E’ stata inaugurata nel presidio ospedaliero S.Marta e S.Venera di Acireale, la nuova cucina centralizzata dell’ Azienda Sanitaria Provinciale di Catania, la prima struttura sanitaria in Sicilia dotata di proprie cucine per l’erogazione del servizio di refezione in legame cook and chill. Con il passaggio alla nuova metodologia cook and chill, la cucina diventa da singola struttura a servizio del solo presidio ospedaliero di Acireale a polo centralizzato per tutte le strutture dell’azienda ospedaliera catanese e più precisamente dei presidi ospedalieri di Acireale, Biancavilla, Bronte, Giarre, Paternò e Ramacca.

All’inaugurazione sono intervenuti, tra gli altri, il sindaco di Acireale, Roberto Barbagallo, e il deputato regionale Nicola D’Agostino. “Siamo molto contenti di questo investimento fatto sul nostro ospedale. Ci lascia presagire - ha dichiarato il sindaco - che non andrà affatto ridimensionato. Abbiamo una cucina all’avanguardia e ci dicono la migliore o una delle migliori degli ospedali siciliani. Questa cucina sarà la base del servizio di ristorazione degli ospedali dell’Asp di Catania. E’ uno dei fiori all’occhiello della nostra struttura e attendiamo altri interventi, senza mai distogliere lo sguardo da nostro pronto soccorso, che va potenziato, affinché il nostro ospedale continui ad essere riferimento e sia polo d’eccellenza per il territorio”.

“È uno dei migliori centri di cottura dell’isola e d’Italia in termini di innovazione e risparmio energetico, - esprime con soddisfazione Orazio Cuozzo, Direttore di Filiale Dussmann Service - disponiamo di attrezzature e macchinari all’avanguardia per offrire la massima qualità, sicurezza, igienicità nel rispetto delle normative. Abbiamo adottato particolari accorgimenti per il risparmio energetico e ambientale che permetteranno la riduzione dei consumi energetici, la riduzione delle immissione in atmosfera di CO2-Carbon Footprint, la riduzione degli imballaggi, l’utilizzo di materiali riciclabili e  prodotti eco label. - continua Cuozzo -. Grazie al nuovo sistema di raffreddamento dei cibi si potranno realizzare più di 3 mila pasti con l’impiego di prodotti biologici, nella misura pari ad almeno il 50% del totale, Km0, Filiera Corta ed equo-solidali e la donazione del cibo avanzato agli enti caritatevoli”.

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