Ottanta operatrici asili nido senza stipendio da agosto: "Siamo esauste"

La protesta prima di un vertice in prefettura tra esponenti sindacali e assessore al ramo. Il pagamento attraverso fondi pac e la situazione di dissesto ha rallentato le operazioni

Una vertenza complessa quella delle operatrici degli asili nido finanziati con fondi pac. Oggi hanno protestato sotto la prefettura di Catania: il tavolo di crisi è aperto e vi partecipano le sigle sindacali, tra cui la Fp Cgil etnea. Già lo scorso 23 aprile vi era stato un primo vertice e le operatrici speravano di poter incassare i pagamenti, fermi allo scorso agosto, entro pasqua ma a causa di alcuni errori tecnici nelle fatture emanate è tutto slittato.

Le lavoratrici sono in sciopero dal 2 maggio e chiedono certezze: "Abbiamo preso ad agosto del 2018 - spiega Elvira Tarantini - l'ultimo stipendio e attendiamo ancora gli arretrati e anche la tredicesima. Ci hanno erogato il cud di somme che ancora, purtroppo, non abbiamo percepito. Con noi, in questa protesta, ci sono anche i genitori che ci supportano e capiscono la nostra situazione".

"Non si può andare avanti senza stipendi - aggiunge - e ci sono colleghe che hanno difficoltà perché essendo monoreddito non hanno nemmeno i soldi per la benzina per venire a lavorare".

In totale gli asili, finanziati con i pac, sono 4 (viale Tirreno, via Acquicella, via Milano e a Misterbianco) e vi sono anche degli spazi gioco che ospitano circa 50 bambini dai 3 ai 36 mesi tutti i giorni tranne i festivi dalle 7 alle 20.

I pac prevedono che sia il Comune ad anticipare le somme per gli stipendi e che poi, rendicontando, chieda il rimborso del dovuto allo Stato. Ma con le difficoltà dovute al dissesto tutto il meccanismo si è inceppato. Adesso le lavoratrici degli asili avranno certezza sino a fine giugno di lavorare, poi probabilmente dovrà essere espletata una nuova gara per la copertura del servizio.

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