L'addio di Padre Valerio Di Trapani, Direttore della Caritas Diocesana

"Vado via ma non scappo" ha detto Padre Valerio Di Trapani, Direttore della Caritas Diocesana di Catania, che lascia la città perchè destinato ad assumere l'incarico di parroco presso la parrocchia San Giovanni Battista di Lamezia Terme

Significativo il dato registrato dall'Help Center, il pronto soccorso sociale della Caritas, sito nei pressi della stazione centrale, che riporta un aumento delle richieste di aiuto nel periodo di riferimento gennaio/ aprile 2012 del 52,19% rispetto allo stesso periodo del 2011.

Altro dato allarmante riguarda l'aumento degli sfratti per morosità dell' 85%.
"Abbiamo bisogno che i catanesi scelgano di condividere a prezzi calmierati le migliaia di case inabitate e sfitte, perchè la casa prima di essere un bene economico è un diritto costituzionale"

"Uno sguardo, appunto, sulla città. Uno sguardo innamorato, che parte dal basso con gli occhi di chi vuole vedere il proprio territorio e i suoi abitanti contenti e orgogliosi di vivere in questa terra" - ha detto Padre Valerio Di Trapani, Direttore della Caritas Diocesana di Catania, che lascia la città perchè destinato ad assumere l'incarico di parroco presso la parrocchia San Giovanni Battista di Lamezia Terme.

E' stata inoltra presentata una brochure destinata alle parrocchie della diocesi che racconta l'attività della Caritas in questi otto anni di direzione da parte di Padre Valerio Di Trapani, che assunse per la prima volta l'incarico nel 2004, dal primo giugno 2012 il nuovo direttore sarà Don Enzo Algeri, già parroco a Paternò ed ex direttore del Seminario Arcivescovile.

" Vado via ma non scappo" ha detto Padre Valerio "lascio operatori e volontari capaci di animare e servire la gente di Catania. Me ne vado ma per Catania ci sono sempre".

Padre Valerio ha inoltre voluto porgere un ringraziamentoparticolare agli operatori dell'informazione che in questi anni hanno seguito il lavoro della Caritas "abbiamo molto apprezzato il vostro lavoro" - ha detto "perchè dove c'è una buona informazione c'è anche una buona democrazia. E' importante che vengano ascoltate le voci di tutti, soprattuto quelle provenienti dal basso, dalla gente comune, da coloro che siamo abituati a chiamare gli ultimi".
 

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