Palagonia, olive dei beni confiscati alla mafia diventano olio per chi ha bisogno

Lo scorso 5 novembre, durante un sopralluogo negli agrumeti confiscati alla mafia a Palagonia in contrada Alcovia, sono state trovate in uno dei locali della tenuta circa 25 casse di olive appena raccolte

Lo scorso 5 novembre, durante un sopralluogo negli agrumeti confiscati alla mafia a Palagonia in contrada Alcovia, sono state trovate in uno dei locali della tenuta circa 25 casse di olive appena raccolte. Il ritrovamento, immediatamente segnalato alle autorità competenti, è stato l'ennesima dimostrazione che i terreni sono stati nella disponibilità di chi ha subito la confisca fino a poche ore prima del sopralluogo. Le associazioni presenti, Arci Sicilia, I Siciliani giovani, Asaec Antiestorsione di Catania, Aiab Agricoltura biologica e Arcivik Palagonia, hanno subito fatto richiesta all'Agenzia Nazionale per i Beni Confiscati e al coadiutore dell'Agenzia Angelo Bonomo, di avere affidate le olive, in modo da impedire che marcissero chiuse nel deposito. L'Anbsc e Bonomo hanno rapidamente risposto, acconsentendo alla richiesta. Sabato 8 novembre una delegazione delle associazioni, ha così ricevuto in consegna le casse di olive. Le olive sono state subito portate presso l'Azienda Agricola Francesco Costanzo produttrice di olio. Francesco Costanzo, vittima di usura ed estorsione, ha denunciato con coraggio i suoi pericolosi aguzzini riuscendo a farli arrestare. Costanzo è socio dell'Asaec di Catania dal 2016, associazione che ne ha seguito la vicenda, sostenendolo nel processo costituendosi anche parte civile. L'azienda si è occupata della molitura delle olive, ottenendo settanta litri di olio. L'olio prodotto adesso sarà distribuito dalle associazioni ad enti benefici del territorio di Palagonia e di Catania, al fine di sostenere famiglie in difficoltà che non hanno la disponibilità economica per pagarsi la spesa. Siamo riuscite e riusciti, grazie al contributo di tutti, a realizzare un circuito virtuoso, trasformando delle olive raccolte dalla mafia in olio per chi è in difficoltà. È l'esempio di come il corretto utilizzo dei beni confiscati alla mafia possa essere possibile, possa far bene al territorio, possa sostenere chi in questo momento è più vulnerabile.

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