Domenica, 25 Luglio 2021
Cronaca Librino

Librino, finalmente consegnati agli assegnatari gli alloggi del "palazzo di cemento"

La soddisfazione del primo cittadino Pogliese: "È una grande giornata, non solo per Librino e per la stragrande maggioranza di persone perbene che vi abitano. È un simbolo di riscatto per tutti i catanesi"

Dopo anni di attesa finalmente il gran giorno è arrivato: gli alloggi del palazzo di cemento di Librino sono stati consegnati ai legittimi assegnatari. Soddisfatto il primo cittadino Salvo Pogliese: "Oggi celebriamo la rinascita del cosiddetto palazzo di cemento, per tanti anni giustamente considerato il luogo simbolo del degrado e dell’illegalità, occupato abusivamente per scopi di malaffare dalla criminalità. Un obiettivo che è stato raggiunto con il nostro impegno costante e quello delle due precedenti giunte comunali, interamente ristrutturato e riqualificato con ascensore, con 96 appartamenti dotati di tutti i comfort consegnati ai legittimi assegnatari. È una grande giornata, non solo per Librino e per la stragrande maggioranza di persone perbene che vi abitano. È un simbolo di riscatto per tutti i catanesi, perché ogni centimetro di città sottratto all’illegalità e al malaffare è una vittoria per l’intera cittadinanza”.

Il primo cittadino ha quindi consegnato i primi appartamenti, 96 complessivamente, destinati alle famiglie aventi diritto a una casa nella grande torre di viale Moncada a Librino, per quasi quarant’anni rimasta un’incompiuta in quella zona di Catania che nei progetti degli anni ‘70 del giapponese Kenzo Tange, sarebbe dovuta diventare la “città satellite” del capoluogo. Il sindaco Pogliese, affiancato dagli assessori Enrico Trantino, Sergio Parisi, Giuseppe Lombardo Pippo Arcidiacono con il presidente del consiglio comunale Giuseppe Castiglione, il presidente della Sidra Fabio Fatuzzo e il presidente del VI Municipio Alfio Allegra, si è soffermato con la prima inquilina che ha avuto le chiavi della nuova abitazione, la signora Concetta Greco, in cima all’elenco di quanti già oggi stesso hanno potuto prendere possesso dell’appartamento a lei riservato nella scala A: ”Sono emozionato e felice perché si taglia un traguardo importantissimo per queste famiglie, quasi quattrocento persone in totale e condivido di cuore con loro la gioia per questo risultato di straordinario valore per l’intera città -ha detto il primo cittadino-. Trovo doveroso ringraziare quanti hanno contribuito a vario titolo a risolvere ogni problema per arrivare nei tempi stabiliti nella riunione dello scorso 23 dicembre. In particola modo la Sidra, i lavori pubblici, le politiche comunitarie, gli impiegati comunali che provvedono alle materiali assegnazioni che si concluderanno in pochissimi giorni. Saremo in grado nelle prossime settimane di recuperare altri otto appartamenti che destineremo ad altri assegnatari, mentre quattro immobili saranno destinati alle associazioni di volontariato che operano a Librino”.

Durante la consegna delle abitazioni, il sindaco Pogliese ha reso noto che i cospicui fondi dei ribassi d’asta non utilizzati per l’esecuzione dei lavori di completamento della grande torre a 17 piani, 4,4 milioni di euro, verranno impiegati per fronteggiare l’emergenza abitativa sulla base dei progetti che si stanno mettendo in campo con gli altri fondi comunitari. Alla consegna delle chiavi degli appartamenti hanno partecipato anche i consiglieri comunali Angelo Scuderi, Lanfranco Zappalà, Santo Russo e Orazio Grasso.

La storia del "palazzo di cemento"

L’immobile di viale Moncada 3 di proprietà comunale fu realizzato a metà degli anni ‘80 nell’ambito del “Piano di zona Librino” approvato nel decennio prima, sulle basi del progetto di sviluppo dell’area cittadina elaborato dall’architetto giapponese Kenzo Tange. L’opera realizzata dall’impresa Finocchiaro su progetti degli architetti Leone e Samonà per conto del Comune dalla “S.T.A Progetti”, si rivelò ben presto un’incompiuta in quanto non fu regolarmente completata: i lavori furono parzialmente realizzati con le strutture in cemento armato, delle pareti perimetrali e dei muri interni. In sostanza l’immobile risultava completamente inagibile. Sul finire degli anni ’80 l’immobile fu quindi occupato abusivamente e ciò comportò anni anche negli anni a venire situazioni di degrado del fabbricato oltre che di illegalità.

Con il Programma Piano Città del MIT, mediante la Convenzione firmata nel maggio del 2014, sono stati finanziati i lavori per il completamento dell’immobile al fine di renderlo agibile ed abitabile. L’importo dei lavori ammontava ad 8,5 milioni di euro, utilizzando i fondi ex Gescal che erano stati appostati alla fine del 2011, lo stesso anno di quando venne  effettuata la prima azione di sgombero del palazzo, tramite un’azione congiunta tra il Comune e le forze dell’ordine. Il Bando di gara è stato pubblicato a novembre del 2015 e l’aggiudicazione si è formalizzata a settembre 2016 con un ribasso del 55% che ha determinato un importo contrattuale di 5,1 milioni di euro. La firma del contratto e l’inizio dei lavori sono avvenuti a novembre 2016. Nel 2019 la Giunta Pogliese su proposta dell’assessore Parisi, ha deliberato, l’inserimento dell’opera pubblica nel Programma di finanziamenti PON Metro 2014-2020 per un importo di 4,45 milioni di Euro, al fine del riutilizzo della somma (pervenuta dal precedente finanziamento “Piano città”) per finalità legate all’emergenza abitativa. Grazie a tale indirizzo politico ciò ha comportato, che l’amministrazione avesse a disposizione ulteriori 4,45 milioni di euro da utilizzare per fare fronte all’emergenza abitativa di altri cittadini più svantaggiati alla ricerca di una casa. 

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