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Panico a San Cristoforo: colpi di pistola contro una famiglia, presi i colpevoli

Una violenta lite familiare sfiora la tragedia. Due uomini sparano ad altezza uomo contro la porta di una casa che, fortunatamente, trattiene i bossoli ed evita il peggio

Tragedia sfiorata a San Cristoforo dove, il pomeriggio del 4 settembre appena trascorso, due uomini hanno sparato contro un'abitazione dopo una violenta lite. Si tratta dei pregiudicati Giuseppe Censabella e Alessandro Scalia, arrestati dalla squadra mobile della polizia di Stato ed accusati dei reati di tentato omicidio aggravato e di detenzione e porto illegale di arma comune da sparo.

La misura cautelare è scattata questa mattina ad esito delle indagini nate dalla segnalazione di "colpi di arma da fuoco" avvenuta la sera dell'agguato. Arrivata sul posto la polizia scientifica ha potuto accertare che la porta d’ingresso di un’abitazione, al piano terra, era stata raggiunta da numerosi colpi d’arma da fuoco e sul posto, per questo, sono stati ritrovati e sequestrati bossoli e frammenti di piombo. Le indagini, condotte dalla Sezione Reati contro la Persona, hanno consentito di appurare che nel tardo pomeriggio si era verificata un’accesa lite per motivi personali, tra una donna e la figlia di Giuseppe Censabella.

Sul posto, accompagnato da Alessandro Scalia a bordo di scooter, faceva irruzione Giuseppe Censabella che ha ingaggiato una violenta lite con il proprietario dell’abitazione, che aveva spalleggiato la donna. Dopo essere venuti alle mani, Censabella si è allontanato per poi ritornare sul posto armato di un bastone, con il quale ha cercato di picchiare l’uomo, senza riuscire nel proprio intento. Per questo motivo, ancora più infuriato, l'uomo si è allontanato ed ha annunciato di voler tornare armato di pistola per sparare al rivale ed alla sua famiglia.

In effetti, trascorso un breve lasso di tempo, Censabella è tornato realmente sul posto a bordo dello scooter condotto da Scalia, armato di pistola e, senza scendere dal mezzo, ha sparato otto colpi d’arma da fuoco verso la porta dell’abitazione. Non riuscendo però nel'intento di raggiungere le vittime che, dopo essersi accorte della sua presenza, sono precipitosamente rientrate a casa chiudendo le imposte.

Il sopralluogo, eseguito da personale del Gabinetto regionale di Polizia Scientifica, ha permesso di attestare che tutti i colpi erano stati sparati mirando alla porta dell’abitazione, in particolare due di essi si sono conficcati, senza trapassarla, nei battenti in ferro - che avevano attutito l’impatto dei proiettili, mentre la porta in alluminio era stata perforata - ad altezza idonea ad uccidere chi si fosse trovato dietro alla porta medesima. Espletate le formalità di rito, gli arrestati sono stati associati presso la casa circondariale di Catania - piazza Lanza a disposizione dell’Autorità Giudiziaria.

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