Sequestrata l'area parcheggio della Vecchia Dogana, ma qualcosa non quadra

Qualcosa non torna nella chiusura improvvisa del parcheggio privato antistante l'area della Vecchia Dogana: come hanno fatto i gestori del parcheggio ad esercitare per anni l'attività in modo abusivo? Leggi la prima puntata della mini-inchiesta di CataniaToday

Qualcosa non quadra nella chiusura improvvisa del parcheggio privato antistante l'area della Vecchia Dogana. Lo spazio è stato posto sotto sequestro dagli uomini della Guardia Costiera a causa di quelle che l'Autorità definisce "diverse irregolarità". "La società, senza essere in possesso di alcun titolo aveva realizzato sbarre di accesso, casotti di vigilanza ed un circuito di video-sorveglianza perimetrale - senza dare alcuna comunicazione all’utenza". E' quanto si legge nella nota delle forze dell'ordine. Ma non si capisce come abbiano fatto, fino ad oggi, i diversi gestori che si sono susseguiti negli anni ad esercitare la loro attività, imponendo le tariffe di sosta, e installando casotti, sbarre delimitatorie, videosorveglianza e blocchi di cemento sotto gli Archi se - come dicono i militari - il tutto è stato fatto nell'illegalità.

Le serate, i concerti e la lucrosa attività di parcheggio

Di giorno, ma sopratutto di notte, durante le 'serate' musicali, i concerti, e - in generale - gestendo l'utenza di tutti i locali commerciali che insistono all'interno dell'area portuale. Una tecnologia e soprattutto delle infrastrutture che, insomma, non si costruiscono in un paio di giorni e che, da almeno cinque anni, sono stabilmente sotto gli occhi di tutte le diverse forze di polizia che hanno sede all'interno dell'area portuale. A partire proprio dalla Guardia Costiera che, dopo l'addio dell'ammiraglio Nunzio Martello, per un periodo anche commissario dell'Autorità portuale, è ora gestita dal Direttore marittirmo della Sicilia Orientale Gaetano Martinez. 

Secondo gli uomini di Martinez, che ieri mattina hanno apposto i sigilli all'intera area, sanzionando il gestore del servizio, "La società, senza essere in possesso di alcun titolo aveva realizzato sbarre di accesso, casotti di vigilanza ed un circuito di video-sorveglianza perimetrale - senza dare alcuna comunicazione all’utenza". Strutture che realmente esistono ma che, come conferma anche il titolare della ditta, erano sotto gli occhi di tutti "almeno da cinque anni" e facevano parte degli accordi presi con una seconda, importante, società.

La domanda, quindi, appare legittima: com'è possibile che nessuno si sia mai accorto di nulla? Del resto, come spiegano ancora i militari, l'attività commerciale era talmente ben radicata da aver implementato sul posto tutta una serie di servizi accessori. "La ditta era abbondantemente pubblicizzata su siti internet offriva ai clienti oltre a parcheggio ad ore, anche la possibilità di effettuare abbonamenti settimanali e mensili - continua la Capitaneria - la medesima ditta pubblicizzava altresì la possibilità di effettuare il servizio di navetta da e per l’aeroporto di Catania escursioni sull’Etna e su richiesta degli interessati che parcheggiavano l’auto anche il lavaggio dell’autovettura".

Il mistero dei "soggetti" che non hanno pagato l'Erario

Ma il vero punto nodale della vicenda è un altro. Nel suo comunicato stampa la Guardia costiera aggiunge un particolare, e scrive: "Da un primo accertamento, sono inoltre emerse irregolarità relative alla mancata corresponsione dei canoni demaniali previsti e proventi in favore di soggetti che avrebbero dato in uso l’area senza corrispondere alcun versamento nè alle casse dell’Erario nè a quelle dell’Autorità Portuale di Catania, Ente che per legge gestisce il patrimonio immobiliare, le banchine operative e gli spazi commerciali di tutta l’area portuale di Catania". Il titolare della Dogana Parking srl, il privato gestore del servizio di parcheggio, afferma di aver firmato un contratto per la gestione dell'area con la Vecchia Dogana spa, gestita dall'imprenditore Mario Paoluzi. 

La Vecchia Dogana spa

"Io il 22 novembre del 2017 ho firmato l'ultimo contratto di tre mesi con Vecchia Dogana spa che ha la concessione data dall'Autorità portuale - ha spiegatoil titolare della Dogana Parking a CataniaToday - Abbiamo poi rinnovato il 22 febbraio di quest'anno un altro contratto di 6 anni più 6 anni. In realtà, dopo i controlli della guardia costiera, io ho solo una denuncia penale per abusivismo, ma non ho nessun altro verbale per tutte le segnalazioni che invece risultano dal comunicato stampa. Io ho sempre lavorato qui con altre società, e abbiamo sempre avuto controlli, quindi non capisco cosa ci sia ora di strano. Ho già dimostrato la bontà di quello che dico portando i documenti alle autorità". "Io sono vittima di questa storia, sto subendo un danno economico e un danno d'immagine". 

La struttura della Vecchia Dogana, come è noto, è di proprietà dell'Autorità portuale, quindi dello Stato. L'edificio è stato ristrutturato attraverso un cofinanziamento di 3 milioni 600 mila euro pubblici. Obiettivi di quel finanziamento per il "Recupero e ristrutturazione dell'edificio denominato ex Vecchia Dogana" ricevuto dall'Autorità Portuale infatti erano tra gli altri "Rafforzare la competitività del sistema turistico siciliano attraverso l’ampliamento, la riqualificazione e la diversificazione dell’offerta turistica ed il potenziamento di investimenti produttivi delle filiere turistiche". Dopo questi interventi, l'intera area è stata gestita dai privati, prima da un'associazione temporanea d'impresa formata da Evirfin S.p.A della famiglia Virlinzi, Keynesia S.r.l., Operes S.r.l. e C.P.C. S.p.A e, oggi, dalla società Vecchia Dogana spa di Mario Paoluzi. 


 

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