Parco dell'Etna, sequestrata cava abusiva a Belpasso

Nell'ultimo anno i carabinieri hanno posto i sigilli a nove impianti sprovvisti di autorizzazione

Continuano le attività ispettive dei militari del nucleo operativo ecologico mirate alle aziende che operano nel settore dell'estrazione di materiale da cava nel territorio ricadente nel Parco dell'Etna. L'ultima in ordine di tempo è arrivata in collaborazione con i carabinieri di Belpasso in località "Fra Diavolo"  presso la sede della Società “La Cava dell’Etna” rilevando la presenza di un operaio che, a mezzo di un escavatore, stava conducendo attività di coltivazione di cava con la frantumazione di massi di roccia basaltico-lavica.

Il controllo della documentazione in possesso della società ha fatto emergere che le autorizzazioni concesse erano scadute e non ulteriormente prorogate dal Distretto Minerario di Catania. L’area in questione infatti è stata esclusa poiché non compresa nel cosiddetto Piano Cave, trovandosi all’interno della zona “D del Parco dell’Etna, sottoposta a speciali vincoli paesaggistici.

La prosecuzione dell’ispezione ambientale dell’ azienda ha evidenziato che l’impianto di frantumazione presente era sprovvisto della prevista autorizzazione alle emissioni in atmosfera, in violazione delle speciali norme a tutela dell’ambiente previste dal Decreto legislativo 152/2006 .

Per questi motivi sono stati posti sotto sequestro: l’impianto di frantumazione, l’area dove erano in corso le operazioni, l’escavatore utilizzato ed il materiale in lavorazione. Il verbale di sequestro operato d’iniziativa e con carattere d’urgenza da parte dei carabinieri, tenuti chiaramente a bloccare l’azione illecita, è stato trasmesso al magistrato di turno della Procura della Repubblica di Catania, per la prevista convalida.

Diverse sono, al momento, le contestazioni mosse alla titolare della società che è stata deferita per aver condotto delle operazioni di coltivazione di cava abusiva in quanto non autorizzate all’interno di un’area posta all’interno del Parco Naturale dell’Etna, oltre che dell’art. 734 del codice penale per aver condotto le stesse in area sottoposta a speciale tutela di tipo paesaggistico. Con l’attuale sequestro salgono a sei, nel corso dell’ultimo anno, le aziende presenti nel territorio dei Comuni di Mascali, Milo, Nicolosi e Belpasso sottoposte a mirate ispezioni da parte dei carabinieri del Nucleo Operativo Ecologico di Catania, ispezioni che hanno consentito il sequestro complessivo di nove cave abusive, quattro impianti di frantumazione e di produzione di calcestruzzi trovati privi delle necessarie autorizzazioni per le emissioni in atmosfera, nonché di diverse decine di escavatori, pale meccaniche e camion sorpresi ad operare illecitamente sui luoghi.

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