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Foto di Dimitri Montanari

Foto di Dimitri Montanari

Giovani di Cittàinsieme: il Parco Gioeni è in stato di abbandono

"Una sfilza di indecorose realtà che lo attanagliano". E' quanto segnalato dai Giovani di Cittainsieme. Un "parco perduto" nel degrado

"Dopo le lungaggini burocratiche pluridecennali, il Parco Gioeni veniva consegnato ai catanesi a metà degli anni novanta. Ed eccoci a distanza di pochi anni a registrare una sfilza di indecorose realtà che lo attanagliano". E' quanto segnalato dai Giovani di Cittainsieme.

"Da giardino pubblico dotato di aree per bambini si è trasformato in un set dove, operosi, si avvicendano i catanesi, veri 'predatori del parco perduto'.Qualora capitasse (fortunatamente) di imboccare il sentiero giusto, gli utenti potrebbero sperimentare nuove forme di utilizzo delle panchine: quelle divelte potrebbero essere cavalcate, mentre quelle assorbite dal prorompente fogliame andrebbero prima scovate. Situazione incresciosa anche sul fronte giochi. Essi sono in larga parte vandalizzati, inutilizzabili e, nella fantasia dei "più", tutti da ripensare. Un vero parco a "tema", il nostro Gioenilandia!

Sul sito del Comune di Catania, esso viene descritto in maniera impeccabile. Si legge, ad esempio, della presenza di un'illuminazione 'a copertura totale' e addirittura 'buona'. Noi crediamo, invece, che sia sotto gli occhi di tutti il buio che circonda il parco dopo il tramonto (ben prima della chiusura per intenderci, prevista per le 21 nel cd 'periodo invernale').

Il sonno botanico non esclude, poi, ben altre forme di risveglio (fedeli al motto 'scavalcare a tutti i costi' dopo la chiusura o nelle ore che precedono l'apertura, fate voi).
La descrizione del degrado del Parco Gioeni, inoltre, mette in questione anche lo sbadato (o malaccorto?) ingresso di alcune auto che non sanno rinunciare a quel basolato lavico difficilmente pensato per loro.

Tornando all'onniscente sito del nostro Comune, non possiamo tralasciare il fatto che, a suo dire, i beverini sarebbero 'omogeneamente divisi lungo la superficie' ma non, com'è facile verificare,  indecentemente  a secco. Fuori uso anche i cestini, incivilmente danneggiati.
A condire ulteriormente questo piatto indigesto ci pensa la spazzatura che permette al nostro parco di spezzare con audacia le comuni tonalità della flora.

Tutti questi elementi ci inducono a pensare che non ci sia (o non sia quantomeno praticabile) un progetto volto a realizzare una seria e costante gestione di questo importantissima area. Dal momento che è stato facilissimo "abbandonare", vorremmo che la nostra Amministrazione fosse altrettanto abile nel diradare le ombre che circondano il nostro amato parco
".
 

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