Parco Monte Po enorme "bomba ecologica", la denuncia del comitato "Terranostra"

"Il rischio è che lo scarico di rifiuti pericolosi continui indisturbato. Aggiungiamo anche la questione legata al rischio incendi ed ai fumi tossici che si possono sprigionare, alle carcasse d’auto trovate al suo interno ed ai resti di tante altre azioni criminali"

"Più sicurezza, più decoro e un piano di recupero che non c’è mai stato negli ultimi 20 anni per il Parco Monte Po" E' quanto chiede il comitato spontaneo “Terranostra”, attraverso il suo presidente Nico Sofia: "una riqualificazione radicale e definitiva per il più grande polmone verde di Catania. Un’area di 23 ettari che oggi rappresenta una zona esclusiva per la macro e la microcriminalità".

"Delinquenti che qui possono fare quello che vogliono. L’ultimo caso riguarda una vasta porzione del parco ancora sottoposta a sequestro da parte della Magistratura a causa delle discariche abusive nascoste nel sottosuolo. Nel 2014 gli interventi della protezione civile e del comune servirono a ripulire l’area in questione. Il problema è che, senza constanti controlli da parte delle forze dell’ordine e con ampie porzioni di parco praticamente senza nessun tipo di protezione, il rischio è che lo scarico di rifiuti pericolosi continui indisturbato. Se a questo ci aggiungiamo anche la questione legata al rischio incendi ed ai fumi tossici che si possono sprigionare, alle carcasse d’auto trovate al suo interno ed ai resti di tante altre azioni criminali ecco spiegato il motivo dell’enorme preoccupazione da parte dei residenti delle palazzine circostanti"

"Migliaia di famiglie divise tra i quartieri di Monte Po, Nesima, Librino, Fossacreta e San Giorgio che chiedono di disinnescare questa enorme bomba ecologica. Ecco perché, in qualità di presidente del comitato “Terranostra”, il sottoscritto Nico Sofia chiede alle istituzioni politiche e sociali un altro parco, più sicuro e più vivibile, dove la gente possa frequentarlo in totale sicurezza. Un luogo che conserva alcune importanti testimonianze della storia millenaria di Catania con la presenza di un acquedotto romano, alcuni bunker della seconda guerra mondiale, i resti dell’accampamento inglese durante la liberazione anglo-americana e quelli di una Basilica che alcuni studiosi fanno risalire al periodo bizantino"

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"A questo vanno aggiunte anche le Masserie di epoca borbonica. Edifici che possono essere visti solo da lontano perché la zona ovest del parco è stata sottoposta a sequestro preventivo. Tutt’intorno, rifiuti di ogni tipo e la sensazione che qui non ci sarà mai una rivalutazione del patrimonio storico e architettonico presente. Sulla carta il parco di Monte Po è uno dei luoghi più suggestivi di Catania. Un posto che non è mai appartenuto realmente alla città. Oggi associazioni e comitati della zona sono pronti a fare fronte comune e preparare una petizione da consegnare al Sindaco Bianco. Una raccolta firme per chiedere al Primo Cittadino di sottrarre questo sito alle grinfie della criminalità.  Un progetto articolato per una riqualificazione precisa dove il primo passo sarebbe quello recintare l’intera zona e sistemare le vie d’accesso all’area nei pressi di via Pavarotti. Strade pericolose, dissestate e piene di buche che oggi vanno attraversate a passo d’uomo"

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