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Lunedì, 23 Maggio 2022
Cronaca

Pari opportunità, incontro del comitato unico di garanzia sulle politiche "rosa"

Il ruolo delle donne per la ripartenza dei sistema Europa parte dal Sud, dove confluiranno la maggior parte delle risorse del PNRR riservate all’Italia.. Questo in sintesi quanto è emerso dall’incontro organizzato dal Cug

Il ruolo delle donne per la ripartenza dei sistema Europa parte dal Sud, dove confluiranno la maggior parte delle risorse del PNRR riservate all’Italia.. Questo in sintesi quanto è emerso dall’incontro organizzato dal Comitato Unico di Garanzia (CUG) della Città metropolitana di Catania su un tema di grande attualità: “PNRR: Una vita futura migliore per le donne?”.

La conferenza si è tenuta nel Centro direzionale Nuovaluce. Il capo di Gabinetto, Giuseppe Galizia, dopo aver portato i saluti del commissario straordinario della Città metropolitana Federico Portoghese, ha ceduto la parola al neo segretario generale Mario Trombetta ed alla presidente del CUG dell’Ente, Nunziatina Spatafora, che ha introdotto le due relatici docenti dell’Univeristà etnea: Ida Nicotra (Diritto costituzionale) e Venera Tomaselli (Principi e metodi statistici).

Gli interventi, focalizzati sull’attuazione degli indirizzi europei per il superamento della disparità di genere, sono stati ascoltati con attenzione dall’uditorio costituito fondamentalmente da studentesse degli Istituti De Felice, E. Greco, G. Marconi e Nautico. Prewsenti anche vari rappresentanti delle amministrazioni comunali.

Le relatrici, mostrando nel mega-schermo i dati statistici che fotografano la situazione italiana, hanno illustrato l’attuale sconfortante realtà, peggiorata dopo l’emergenza sanitaria e la conseguente crisi economico-sociale: basti dire che la partecipazione delle donne nel mondo del lavoro in Italia è bassissima a confronto con la media europea. Notevoli anche il divario tra contribuzioni e le difficoltà per le donne a occupare posizioni apicali.

Il PNRR, che prevede delle politiche a favore delle donne, se ben applicato potrà costituire un’occasione di impatto positivo sul futuro, agendo sulla parità di genere con cinque priorità strategiche: lavoro, reddito, competenze, tempo e potere. Con tali politiche pubbliche, che destineranno grandi quantità di denaro per incrementare il welfare e le infrastrutture (costruzione di asili e scuole a tempo pieno, case di riposo e servizi per gli anziani) le donne potranno finalmente bilanciare professione e famiglia senza dover fare delle rinunce. In sintesi si giungerà a diminuire le diseguaglianze di genere e nel contempo si rifarà partire il Sud: è quello che l’Europa ci chiede.

Un primo passo è stato già fatto dal governo: per la prima volta in Italia è stato elaborato con una prospettiva di lungo termine (2021-2026) un documento sulla Strategia Nazionale per la Parità di Genere, presentato al Consiglio dei Ministri ad agosto 2021 dalla Ministra per le Pari Opportunità e la Famiglia. Il documento si ispira alla Gender Equality Strategy 2020-2025, approvata dal Parlamento dell’Unione Europea il 21 gennaio 2021, che traccia le azioni chiave per garantire pari partecipazione e opportunità nel mercato lavorativo nonché il raggiungimento dell’equilibrio di genere nel processo decisionale e politico, con l’obiettivo di porre fine alle discriminazioni e alla violenza di genere.

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