Notte di morte e terrore a Parigi, il racconto di due giornalisti catanesi

Con Parigi sotto attacco, si attiva anche Facebook. Il social network ha messo, infatti, a disposizione il "safety check" per le persone in pericolo. Abbiamo raccolto i messaggi di due giornalisti catanesi che hanno tranquillizzato parenti e amici con un post

foto ANSA

Parigi prova a risvegliarsi dopo una notte di morte e terrore. Almeno 120 persone sono rimaste vittime dei sei attentati che ieri sera hanno colpito, per la seconda volta in un anno, il cuore della capitale francese. È di 127 morti e 192 feriti il nuovo bilancio delle autorità di sicurezza e sanitarie di Parigi dopo gli attacchi terroristici di ieri sera nella capitale francese. Si tratta di un bilancio terribile che fa dell'attentato il più grave mai messo in atto in Francia.

Con Parigi sotto attacco, si attiva anche Facebook. Il social network ha messo, infatti, a disposizione il "safety check" per le persone in pericolo. Ma non solo. Chi si trovava a Parigi, con un post, ha tranquillizzato parenti e amici.

Il giornalista catanese Francesco Ricca ha usato il Safety Check di Facebook e ha lanciato questo messaggio: "Ciao a tutti, sono sano e salvo e sto bene, è stata una delle serate più assurde e incredibili della mia vita. Non la dimenticherò mai, probabilmente. Ho visto Parigi dal vivo messa in ginocchio dai terroristi. Sono scappato e mi sono rifugiato nell’atrio di un palazzo per diverse ore. Intorno alle 21:30 mi trovavo in un locale dell’11esimo arrondissement di Parigi, a circa 200 metri di distanza dal Bataclan, il locale in cui si è scatenata la follia omicida dei terroristi, centro nevralgico degli attentati. Tutto è accaduto in pochissimo tempo, non me ne sono nemmeno reso conto. Poi solo follia, frenesia, polizia, ambulanze (mai viste così tante tutte insieme), vigili del fuoco… morti (circa 130 al momento). Ho vissuto in prima persona il peggior attacco terroristico di sempre lanciato all’Europa. Ho visto coi miei occhi morti riversi in terra coperti da teli, forze dell’ordine che fronteggiavano il panico generale, un ragazzino in fin di vita trasportato disperatamente in ambulanza. Non potevo non rendermi conto in prima persona di quanto fosse successo”.

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Francesco Russo, anche lui grazie al social network informa la rete che sta bene. “Ciao a tutti. Appena rientrato a casa, dopo essere scappato da un locale a 200 metri dal Bataclan e essermi rifugiato per 4 ore a casa di uno sconosciuto. Tutto ok”.

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