Partecipate, Arcidiacono: "Necessarie misure per evitare il fallimento"

Il vice presidente del consiglio comunale Arcidiacono ha analizzato il pessimo stato nel quale versano le società etnee

Nel corso di una conferenza stampa il vice presidente del consiglio comunale Sebastiano Arcidiacono ha analizzato lo stato di salute delle società partecipate catanesi facendo emergere dati e numeri degli ultimi tre anni. 

"Gli indicatori del valore della produzione, - ha detto Arcidiacono - del patrimonio netto e dei risultati aziendali delle società partecipate comunali sono negativi, un trend che con poche eccezioni si è pericolosamente aggravato negli ultimi tre anni con un vero e proprio crollo dei saldi dei bilanci dell'Amt Spa, Sostare Srl, Asec Spa, AsecTrade Spa, Sidra Spa e, parzialmente, anche della Catania Multiservizi Spa.  Una performance che conduce dritti al fallimento delle aziende partecipate comunali se non si interviene subito con scelie aziendali e soluzioni politiche eccezionali, per tutelare quantomeno i lavoratori e la qualità minima dei servizi ai cittadini".

"Scelte drastiche che il Sindaco deve compiere, - continua Arcidiacono - anzitutto, risolvendo il caos attuale delle aziende senza guida da mesi e soprattutto nominando vertici aziendali di altissimo livello senza il bilancino delle appartenenze a gruppi o partiti politici, come finora purtroppo è awenuto. Vanno individuate personalità manageriali di riconosciuto valore, meglio se con avviso pubblico, a cui affidare compiti 'commissariali' per sradicare alla radice sprechi, privilegi e inefficienze avviando un percorso finalmente virtuoso per fermare una deriva oggettivamente negativa come mostrano irisultati iì I segnali di allarme sui conti delle partecipate giunti più volte dalla Corte dei Conti, dall'Organo di Revisione del comune, dai sindacati (vedi tra tutti il caso Amt) e da gran parte del Consiglio comunale, purtroppo non hanno sortito alcun effetto nei confronti dell'amministrazione rimasta purtroppo inerte e rinviando sempre colpevolmente l'adozione di incisive misure di razionalizzazione".

"A fronte di ciò, il vertice istituzionale, ovvero Sindaco e assessore alle partecipate - conclude Arcidiacono - devono subito adottare le misure previste dai piani di razionalizazione elaborati, a cominciare da quello del 2012, inspiegabilmente mai attuati dall' attuale amministrazione comunale coi risultati negativi che tutti vediamo, mostrandosi talvolta persino infastidita dai rilievi mossi. Ulteriori indugi nel compiere queste scelte, sarebbero un segnale inequivocabile di volere abbandonare al proprio destino le sorti delle aziende partecipate comunali, acuendo la già drammatica condizione deficitaria, con gravissimi risvolti economico-sociali che minerebbero la stabilità di centinaia di posti di lavoro con pesantissimi ripercussioni sulle già esauste finanze comunali. Saremmo di fronte, infatti, a una grave dichiarazione di resa che non può vedere complice chi, in varie forme, ha denunciato la necessità di superare il colpevole immobilismo attuale: un disegno distruttivo da cui prendere le distanze, anche sotto il profilo politico e dell'appartenenza alla maggioranza che sostiehe la giunta Bianco, per costruire un'alternativa forte, credibile e che abbia seriamente a cuore le sorti della città".

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