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Mafia, 14 arresti a Paternò: in manette anche il boss "dell'inchino di Santa Barbara"

Tra le varie azioni estorsive documentate, anche di recupero crediti, particolarmente efferata e sfacciata quella ai danni di un'ottica paternese, ove i sodali, approfittando della minaccia implicita dell'appartenenza al clan, si recavano frequentemente per prelevare costosi occhiali senza versare il corrispettivo

Questa mattina è stata data esecuzione ad ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal Gip presso il Tribunale di Catania su richiesta della Direzione Distrettuale Antimafia della Procura della Repubblica, nei confronti di 14 soggetti indagati, dei quali 13 in carcere e uno posto agli arresti domiciliari. Il provvedimento è stato eseguito da oltre cento carabinieri del comando provinciale di Catania e dei reparti specializzati nei confronti del clan Assinnata di Paternò affiliato alla famiglia catanese Santapaola di "Cosa nostra". 

LE INTERCETTAZIONI - VIDEO

Il clan, storicamente sviluppatosi in seno al gruppo mafioso di Paternò facente capo ad Alleruzzo Giuseppe (del 1935), è stato riorganizzato da Assinnata Domenico (del 1952) e dal figlio Salvatore (del 1972) come accertato nelle operazioni "Orsa Maggiore", che nel 1993 per la prima volta individua i gruppi dell’hinterland catanese ricollegabili alla famiglia Santapaola, "Padrini" e "Fiori bianchi"  che hanno documentato l’operatività del clan sino all’aprile 2010. I soggetti arrestati rispondono dei reati di associazione di tipo mafioso, estorsione ed associazione finalizzata al traffico e allo spaccio di sostanze stupefacenti, commessi dal 2012 al settembre 2013.

IL VIDEO DELL'OPERAZIONE DEI CARABINIERI

Il provvedimento scaturisce da una complessa attività di indagine avviata dalla compagnia carabinieri di Paternò, in seguito al rinvenimento di una tanica di benzina con accendino legato da nastro adesivo presso un cantiere di una ditta della provincia di Palermo e alla successiva denuncia presentata dal titolare nei confronti dello sconosciuto autore, poi identificato in Fioretto Giuseppe. 

L’attività investigativa ha consentito di documentare come Assinnata Salvatore fosse il promotore dell’organizzazione che gestiva la “cassa” del clan e che si occupava di reinvestire i guadagni nell’acquisto di sostanza stupefacente, avendo rapporti con le altre famiglie mafiose di Catania.

Le indagini hanno delineato una organizzazione mafiosa, di tipo verticistico - piramidale, con una chiara e nitida suddivisione dei compiti, tutti finalizzati al conseguimento di illeciti proventi scaturenti da diversificate attività criminali.

Assinnata Salvatore era coadiuvato dai suoi “fedelissimi”, Messina Giovanni, suo storico braccio destro e tratto in arresto nell’ambito dell’indagine in quanto trovato in possesso di 600 grammi di cocaina purissima, Puglisi Pietro, responsabile di custodire l’arsenale del clan sequestrato nel maggio del 2013, il cognato Giacoponello Andrea, tratto in arresto per la detenzione di una pistola con matricola abrasa, Beato Benedetto, Parenti Giuseppe, Vespucci Luca e Fioretto Giuseppe, con i compiti di gestire le altre attività illecite. 

Assinnata Salvatore utilizzava i soggetti, unitamente ad altri, come gregari attraverso i quali recapitava messaggi, recuperava somme di denaro, consegnava e spacciava lo stupefacente. 

Le indagini hanno consentito di accertare l’esistenza di una “piazza di spaccio” a Piazza Purgatorio di Paternò gestita da Beato Daniele, Fusto Giuseppe, Leonardi Mario e Oliveri Rosario. Altri soggetti, quali Pellegriti Cinzia, i fratelli Di Fazio Angelo e Andrea, erano incaricati dello spaccio dello stupefacente. 

Tra le varie azioni estorsive documentate, anche di recupero crediti, particolarmente efferata e sfacciata quella ai danni di un’ottica paternese, ove i sodali, approfittando della minaccia implicita dell’appartenenza al clan, si recavano frequentemente per prelevare costosi occhiali senza versare il corrispettivo. 

L’indagine ha anche dimostrato come i commercianti fossero tenuti a versare i proventi delle varie attività illecite in una cosiddetta cassa comune, dalla quale venivano ricavati gli “stipendi degli affiliati” e i costi del mantenimento dei familiari di coloro che erano detenuti.

Emblematico è, a tal proposito, l’episodio in cui Beato Daniele, avendo sentore che da lì a poco gli sarebbe arrivata una condanna definitiva, dialogava con Vespucci Luca al quale diceva che sarebbe dovuto avvenire “il passaggio del testimone” e che “ora doveva iniziare a lavorare al posto suo”.

Singolari le conversazioni captate tra alcuni affiliati relative al ruolo indiscusso di leader di Assinnata Salvatore, “iddu quannu u talii sulu nda facci … pigghi e ti pisci incoddu…minchia… iddu è il top dei top…iddu cumanna è u capu…io sugnu suddatu” e ancora una conversazione che evidenziava la cultura mafiosa degli associati “iu sugnu mafiusu….’mbare iu macari ca m’attaccunu …iu mi fazzu a galera mutu mutu” ed infine una conversazione che testimoniava il nuovo ingresso di un affiliato che confermava di essere entrato a far parte del clan Assinnata: “A: ma gia' t'associaru?...t'associasti?...ti dichiarasti vero? B:si…  A: si?...apposto...””. E’ uno stesso appartenente all’organizzazione che, in una intercettazione, diceva del proprio capo Assinnata Salvatore “ha statu pi sempri” e  “lui è il top del top”.

Tra gli arrestati c'è il padre del ragazzo al quale il 3 dicembre 2015, durante i festeggiamenti di Santa Barbara, alcuni portatori dei cerei votivi fecero "l'inchino reverenziale"

Elenco degli arrestati:

  1. ASSINNATA Salvatore, 43enne, di Paternò, già detenuto;
  2. BEATO Benedetto, 33enne di Paternò;
  3. BEATO DANIELE, 30enne di Paternò;
  4. DI FAZIO Andrea, 28enne, di Paternò, già detenuto;(OCC arresti domiciliari);
  5. DI FAZIO Angelo, 25enne, di Paternò, già detenuto;
  6. FIORETTO Giuseppe, 34enne, di Paternò, già detenuto;
  7. FUSTO Giuseppe, 49enne, di Paternò, già detenuto;
  8. GIACOPONELLO Andrea, 43enne, di Paternò, già detenuto;
  9. LEONARDI Mario, 33enne, di Paternò;
  10. MANNINO Salvatore, 29enne, di Paternò;
  11. OLIVERI Rosario, 28enne, di Paternò;
  12. PARENTI Giuseppe, 33enne , di Paternò già detenuto;
  13. PELLEGRITI Maria Cinzia, 43enne, di Paternò;
  14. VESPUCCI Luca, 32enne, di Paternò.

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