Nuove minacce a giovane imprenditore di Paternò: "Abbandonato dallo Stato"

Duro l'atto di accusa che Feltri affida al suo profilo di Facebook: "Dopo le mie denunce, la passeggiata e l'assemblea di solidarietà, il presidio a Sciddicuni con tanti cari amici venuti anche da lontano per non lasciarmi da solo, è calato il silenzio delle istituzioni"

da Facebook

Nuova intimidazione ai danni del giovane agricoltore Emanuele Feltri. Dopo l'episodio del 30 giugno, quando ignoti uccisero diverse pecore nella sua fattoria di Paternò, un'analoga e inquietante minaccia: una pecora col ventre squarciato e una spranga insanguinata sono state fatte trovare accando all'abitazione.

Duro l'atto di accusa che Feltri affida al suo profilo di Facebook: "Dopo le mie denunce, la passeggiata e l'assemblea di solidarietà, il presidio a Sciddicuni con tanti cari amici venuti anche da lontano per non lasciarmi da solo, è calato il silenzio assordante delle istituzioni e delle forze dell'ordine che non hanno ancora fatto nulla di concreto e nemmeno proposto di farlo sul piano della mia sicurezza personale e sul controllo di quel territorio". 

L'imprenditore 34enne che ha scommesso sulle potenzialità della Valle del Simeto, è sicuro, a questo punto, che girano interessi "grossi, forse troppo grossi, tanto da permettere a degli sconosciuti di introdursi nuovamente nella mia proprietà dove fino alle 4 c'era un fuoco acceso, dei torcioni che illuminavano il piazzale, delle macchine parcheggiate. Un ultimo chiarissimo messaggio è stato lasciato proprio accanto la mia abitazione".

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Immediata la denuncia ai carabinieri, ma "il gelo riscende lungo la mia schiena. Lo sconforto, lo sconforto e poi la rabbia per una Sicilia ancora una volta offesa e violentata, un senso di sopraffazione mi ha colpito inesorabile e ho impiegato ore a scrollarmelo di dosso. Non so cosa accadrà ma so di sicuro che quella èla mia terra e non sarò io ad andarmene dalla valle del Simeto".

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