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Pazienti in dialisi spostati da strutture pubbliche a private: arrestato un infermiere del Vittorio

Coinvolto nell'operazione Bloody Money anche Giuseppe Di Mauro che pare avesse ricevuto 100 mila euro dal marito del primario di nefrologia dell'ospedale catanese dove lavorava

Continuano ad emergere dettagli inquietanti in merito all'operazione "Bloody Money" condotta da Dia e dalla guardia di finanza, che ha portato all'arresto di cinque soggetti, tra dirigenti medici ed imprenditori del settore, accusati di aver spostato pazienti in dialisi da strutture pubbliche a private.

Gli sviluppi dell'operazione hanno condotto all'arresto di Giuseppe Di Mauro, un infermiere dell'ospedale Vittorio Emanuele già in misura interdittiva, che ha visto aggravarsi la sua posizione dopo il ritrovamento presso l’abitazione del primario del reparto di nefrologia, la  dottoressa Sicurezza, di documentazione bancaria relativa a 100.000,00 euro ricevuti proprio da  Di Mauro e provenienti dal Centro rene Smeraldo, all’epoca gestito proprio dal marito della dottoressa Sicurezza.

Questo sviluppo investigativo, insieme ad altri elementi emersi dalle attività di indagine e dall’interrogatorio dello stesso Di Mauro, ha evidenziato l’esistenza di un contesto criminoso ancora più esteso ed invasivo rispetto a quello già descritto nell’ordinanza eseguita lo scorso 18 ottobre 2016.

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