Pedara, green economy come prima progettualità integrata

Pedara è stato il primo comune in Sicilia che, nel maggio 2014, ha avviato l’istituzione di un “Contratto di Fiume”, ne ha definito la segreteria tecnica scientifica, ed ha avviato un processo di dissemination per propagare tale nuovo modello di pianificazione ambientale e territoriale ad altri bacini siciliani

Nota - Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di CataniaToday

Pedara è stato il primo comune in Sicilia che, nel maggio 2014, ha avviato l’istituzione di un “Contratto di Fiume”, ne ha definito la segreteria tecnica scientifica, ed ha avviato un processo di dissemination per propagare tale nuovo modello di pianificazione ambientale e territoriale ad altri bacini siciliani. Principale evento di tale processo di dissemination è stato il convegno all’ARS del 28 e 29 luglio 2014 durante il quale si è evidenziato come il modello di Contratto di Fiume, coadiuvato da Agenda 21 Locale, può innescare una attività pianificatoria partecipata da cittadini, imprese e p.a., contestualizzando le esigenze dei cittadini, esaminando le criticità locali, naturali, antropiche e, per soddisfare le esigenze del maggior numero di attori, proiettando le PA locali verso un piano integrato, quale criterio di risanamento, di strategia integrata per lo sviluppo sostenibile. A tal riguardo, la scelta di puntare sulla green economy come prima progettualità integrata, è stata ampiamente dimostrata dal consigliere nazionale dell’Ordine dei Chimici, Dott. Cottone, che ha puntualmente esaminato le condizioni di sviluppo della Gren Economy in Sicilia (produzioni industriali di bio metano e di bio plastiche a partire da essenze vegetali autoctone come, la comune canna da fosso, il ficodindia, il cardo etc.)

L’attenzione mostrata in altri incontri pubblici (attenzione dettata anche dal sentimento di sicilianità che ha sempre considerato il territorio bene dei propri padri da custodire e tramandare integro ai figli) ha trovato nei cdf la motivazione forte per dare vita ad altre formazioni che diciamolo pure, motivo di vanto, sono nate spontanee senza alcuna spinta politica o ingerenza diversa. Nell’arco di sei mesi tale attività ha portato alla nascita di ben 10 Contratti di Fiume interessando una notevole porzione del territorio Siciliano.

A queste iniziative dal basso hanno fatto eco azioni regionali e nazionali: l’Assessorato Territorio ed Ambiente ha riconosciuto nei Contratti di Fiume lo strumento amministrativo locale da coinvolgere attivamente ed amministrativamente nella stesura del nuovo Piano di Gestione del Rischio Alluvioni; l’AgID (Agenzia per l’Italia Digitale) con l’Assessorato regionale alla Funzione Pubblica ha avviato un progetto innovativo di riorganizzazione della macchina amministrativa regionale e, in cascata, di quella locale, che prevede in via prototipale il coinvolgimento dei Contratti di Fiume per l’impiego immediato e efficiente dei fondi comunitari 2014 – 2020.
Questi due ultimi passaggi rappresentano un forte riconoscimento di una iniziativa amministrativa che, partendo dal basso, si candida come primo e veloce strumento di aggregazione territoriale. In quest’ottica, i Contratti di Fiume intendono, innanzi tutto, contribuire a superare la logica dell’emergenza mettendo in campo una politica integrata che coinvolga tutti i soggetti interessati, verso una prevenzione attiva ed in grado di produrre indubitabili conseguenze positive anche sul piano economico e sul piano di uno sviluppo realmente sostenibile.
Per tutti questi motivi, il Comune di Pedara intende promuovere con ancor più forza il modello Contratto di Fiume, accompagnato in questo dai contratti di fiume nazionali e la magistrale guida del Prof. Bastiani ed assistito da un Punto Europa specializzato nella tematica (Il COPE – Consorzio Punto Europa Teramo). Per questo, oltre a partecipare al “IX Tavolo Nazionale dei Contratti di Fiume che si svolgerà proprio il 18 e il 19 a Venezia”, il “Contratto di Fiume Pedara Etna” si attiverà per raccordare ancor più i CdF alle strutture operative Regionali (Protezione Civile, Agricoltura, Urbanistica, Sanità, etc), estendendo la partecipazione a Università e centri di ricerca siciliani, e promuoverà una prima iniziativa di censimento dei danni alluvionali arrecati alle zone agricole per dare voce alla necessità e bisogni che l’intero comparto richiede da tempo.
Conferenza Stampa On.le Anthony Barbagallo Pedara 17.11.2014
Il Sindaco conclude evidenziando ancora una volta come il modello CdF sia un’occasione unica per un vero modello di sviluppo sentito e partecipato perchè, per quanto emerso in questi sei mesi di promozione, esso fa leva sul forte legame che ogni Siciliano prova per il proprio territorio e sull’altrettanto forte intenzione a conservarlo, proteggerlo, magari difenderlo dalle altrui azioni invasive e distruttive per trarne come sempre motivo di lavoro per il sostentamento della propria famiglia che oggi, più che mai, va anche difesa da rischi idrogeologici sempre più frequenti e intensi.

Torna su
CataniaToday è in caricamento