menu camera rotate-device rotate-mobile facebook telegram twitter whatsapp apple googleplay

Pedinamenti e minacce di morte alla ex: arrestato 34enne senza fissa dimora

La vittima, una mediatrice culturale volontaria che si occupava dell’assistenza ai “senza tetto”, ha denunciato il suo aguzzino dopo mesi di persecuzioni subite

La procura della Repubblica, nell’ambito di indagini a carico di un 34enne di origini romene senza fissa dimora, indagato per il reato di atti persecutori, ha richiesto ed ottenuto nei suoi confronti la misura cautelare della custodia in carcere, eseguita dai carabinieri della stazione di piazza Dante. Le indagini, coordinate dal pool di magistrati qualificati nei reati che riguardano la violenza di genere, hanno fatto luce sul caso, accertando che gli atti persecutori si protraevano dal dicembre dello scorso anno ai danni di una donna di 29 anni. In particolare quest’ultima, mediatrice culturale volontaria che si occupava dell’assistenza ai “senza tetto”, stava attraversando un periodo di difficoltà psicologica connessa al cattivo stato di salute del proprio genitore e per un periodo limitatissimo di tempo, circa una settimana, aveva stretto con l’uomo un rapporto che andava oltre “l’amicizia”.

La donna aveva deciso perà di interrompere il rapporto sentimentale proprio sul nascere, ma la scelta ha incontrato l’assoluta contrarietà dell’uomo che, con veemenza, aveva cominciato a tempestarla di messaggi e telefonate. Le minacce telefoniche non rappresentavano il male peggiore, poiché uomo ha cominciato a pedinare la donna, appostandosi davanti la sua abitazione, inviandole foto del portone di casa e dell’autovettura del padre. La poveretta, crollata psicologicamente, era arrivata al punto di cambiare la propria sede di lavoro ma l’uomo, che non ha tardato ad individuare il nuovo ufficio, ha continuato a sottoporre la vittima a continui messaggi intimidatori arrivando anche ad avvicinare una sua collega, armato di un coltello, alla quale aveva candidamente riferito di avere in animo di uccidere la donna e di essere solamente in attesa del momento giusto per realizzare il suo progetto criminale. Il soggetto inoltre, spesso notato nel centro cittadino in preda ai fumi dell’alcol e con atteggiamenti violenti e minacciosi nei confronti dei passanti, persistendo nella sua condotta persecutoria, aveva anche riferito alla collega della vittima particolari sulla relazione amorosa avuta con quest’ultima, che a suo dire si era interrotta a causa di un tradimento della donna, specificando che i suoi propositi di vendetta erano finalizzati anche a farle perdere il posto di lavoro.

La continua pressione psicologica esercitata sulla malcapitata con oltre 30 contatti telefonici quotidiani, la presenza sul luogo di lavoro, le minacce di morte, nonché l’utilizzo di sue fotografie su profili dell’uomo sui social network, hanno costretto la donna a modificare radicalmente le proprie abitudini di vita fino alla decisione di denunciare il suo aguzzino avvalendosi del supporto dei militari della stazione di piazza Dante. I carabinieri hanno così compendiato l’esito degli accertamenti all’Autorità Giudiziaria, consentendo alla Procura etnea il consolidamento del quadro probatorio a carico dell’uomo e di richiedere la misura cautelare, poi emessa dal Gip del Tribunale etneo, a seguito della quale è stato associato al carcere di Caltagirone.

Argomenti
Condividi
In Evidenza
Ristrutturare

Sostituzione infissi: come ottenere lo sconto in fattura

Ultime di Oggi
Potrebbe interessarti
In primo piano
Torna su

Canali

CataniaToday è in caricamento