Pescatori allo stremo: "In mare solo spazzatura, pronti ad emigrare a Malta"

"I pescatori sono pronti ad emigrare in massa a Malta - comenta Fabio Micalizzi, segretario regionale dell'Associazione Pescatori Marittimi Professionali - perchè qui non c'è nessuna prospettiva per il nostro lavoro. Mancano soprattutto i servizi: basti pensare che l'autorità portuale ha concesso ad un privato perfino lo scalo d'emergenza in cui venivano riparate le barche in avaria

"Da quando sono cominciati i lavori per a costruzione della nuova darsena il fondale catanese è stato stravolto. Qualche giorno fa siamo passati sopra il punto in cui le chiatte scaricano la sabbia prelevata con le draghe dal fondo del porto e con l'ecoscandaglio abbiamo rilevato che esiste una sorta di secca che da 25 mt risale fino a 18. Si trattà però di un enorme accumulo di detriti, fanghi e spazzatura che ha reso la vita impossibile a noi pescatori e rischia di alterare gravemente l'ecosistema marino".

Con questo aneddoto il presidente del Comitato Sommozzatori Catanesi Francesco Falcone descrive la situazione angosciosa che in questi mesi stanno vivendo i professionisti della pesca catanesi, costretti a fare i conti oltre che con la crisi e cono il calo di vendite, anche con un nemico difficile da contrastare: l'inqiuinamento. "Nella zona interessata dai lavori- continua Falcone - in passato era presente lo scolo dei locali di raffreddamento di un cementificio poco distante ed è facile immaginare quante e quali sostanze nocive si siano riversate negli anni in mare. Adesso si trovano in buona parte sparpagliate in tutta la costa antistate il porto e la corrente le trasporta a destra e a sinistra".

"I pescatori sono pronti ad emigrare in massa a Malta - continua Fabio Micalizzi, segretario regionale dell'Associazione Pescatori Marittimi Professionali - perchè qui non c'è nessuna prospettiva per il nostro lavoro. Mancano soprattutto i servizi: basti pensare che l'autorità portuale ha concesso ad un privato perfino lo scalo d'emergenza in cui venivano riparate le barche in avaria. Le cose funzionavano decisamente meglio quando il porto di Catania era gestito direttamente dal Ministero dei Trasporti".

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"Carente anche l'accoglienza per i diportisti ed i croceristi, -lamenta Roberto Matteini di Italia Lavori in Corso - quei pochi servizi che ci sono funzionano malissimo. Ci vorrebbe più sorveglianza ai varchi, una navetta pronta ad effettuare il collegamento con il centrocittà. Inoltre ricordiamoci che il porto è pieno di rottami. Si spazia dai relitti disseminati lungo i moli alle chiatte da demolizione lasciate a marcire nel molo di levante. L'autorità portuale dovrebbe intervenire d'ufficio in questi casi, facendo poi pagare la fattura ai privati inadempienti".
 

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