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Peschereccio affondato, Micalizzi: “Domani presenteremo esposto alla Procura di Catania”

Da oggi la famiglia Costanzo ha intrapreso lo sciopero della fame e della sete. Questa mattina hanno provato a chiedere udienza ai vertici della Capitaneria di Porto di Catania ma non sono stati ricevuti

Il 28 giugno scorso nelle acque di Porto Palo di Capo Passero è affondato il peschereccio catanese “Santo Primo”. Due componenti dell'equipaggio sono stati tratti in salvo, salvati mentre del comandante Giovanni Costanzo non si sono perse le tracce. Da quel giorno la famiglia chiede che le ricerche vengano effettuate seguendo criteri più intensivi come l'utilizzo di scanner radar di profondità. Le operazioni di ricerca erano state sospese e poi riprese qualche settimana anche su input di Fabio Micalizzi presidente della Federazione Armatori Siciliani e anche dall'intervento del Sindaco di Catania Enzo Bianco .

Da oggi la famiglia Costanzo ha intrapreso lo sciopero della fame e della sete. Questa mattina hanno provato a chiedere udienza ai vertici della Capitaneria di porto di Catania ma non sono stati ricevuti. Domani Micalizzi presenterà un esposto in Procura per accertare le eventuali responsabilità di questa situazione. Lo stesso Micalizzi, per conto della Federazione Armatori Siciliani ha chiesto diversi preventivi ad aziende specializzate nella ricerca in mare. I costi sono di circa 2000 euro al giorno e sono costi che sottolinea lo stesso a CataniaToday “Deve coprire lo Stato. Fino ad oggi le ricerche sono state effettuate praticamente solo in superficie e questo non basta. Il vero giallo sta nel fatto che ogni barca ha uno strumento che dovrebbe dare il punto esatto di dove, nell'ipotesi di affondamento, è avvenuto l'evento, ma non abbiamo riscontro di questo tipo di informazioni”.

Micalizzi ribadisce l'inadeguatezza della macchina delle ricerche e dei soccorsi e racconta: “Per fare delle vere ricerche servono dei fondi che dovrebbe mettere a disposizione il governo. Chiediamo che vengano stanziati questi fondi. Se entro pochi non avremo un riscontro concreto dichiareremo lo stato di lutto e faremo delle manifestazioni all'interno del porto di Catania, chiederemo anche l'intervento del Papa”.

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